Bernardeschi, dall’Atletico all’Atletico: 6 mesi dopo per tornare grande

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6 mesi dopo Bernardeschi si trova di nuovo di fronte all’Atletico Madrid. Allora fece una gara perfetta, oggi ha una nuova chance

È il 12 marzo 2019: la Juve scende in campo all’Allianz Stadium e di fronte si trova un avversario che solo poche settimane prima aveva vinto 2-0, ipotecando di fatto il passaggio del turno. La squadra bianconera, contro ogni pronostico, fa quello che non le era riuscito un anno prima contro l’altra squadra di Madrid. Una tripletta di Ronaldo stende l’Atletico e proietta la Vecchia Signora ai quarti. In campo, però, giocano tutti una gara sontuosa, soprattutto Federico Bernardeschi.

L’esterno bianconero mostra tutte le sue qualità, strappando applausi dall’inizio alla fine e risultato decisivo in ogni azione. Il numero 33 serve una palla perfetta per il primo gol di CR7 e si guadagna un rigore pesante come un macigno, poi realizzato sempre dal portoghese. La sua è una partita da incorniciare, bella, perfetta, pulita e ricca di grinta. Pensano tutti, e forse lo pensa anche lui, che sia arrivato il momento della svolta nella sua carriera, ma così non è.

LA PARABOLA DI BERNARDESCHI

Da quel momento in poi l’esterno cala di condizione fisica e qualità. In campo, per lui, solo normale amministrazione, senza spunti particolarmente rilevanti. Anche la nuova stagione non è iniziata nel migliore dei modi. 7 minuti con il Parma senza lasciar traccia, 82 con la Fiorentina senza mai rompere l’equilibrio della gara.

L’occasione giusta, però, potrebbe arrivare proprio contro l’Atletico Madrid. La squadra che 6 mesi fa ha fatto sbizzarrire l’esterno, capace in quella gara di mettere in campo tante idee e tanta classe, potrebbe risvegliare in lui quelle qualità nascoste nelle ultime gare. Ecco allora che, per riprendersi la Juve, l’ala è chiamata a fare ciò che ha fatto, sempre contro i colchoneros, quel 12 marzo.

L’assist perfetto gli è stato servito dall’infortunio di Douglas Costa, che si è fermato a causa di un problema muscolare. In Champions, al Wanda Metropolitano, toccherà a lui. Il 33 è chiamato a non far rimpiangere il brasiliano, che aveva iniziato benissimo la stagione, e a convincere Sarri, che ha deciso di concedergli una chance importante.

6 mesi dopo, contro lo stesso avversario, Bernardeschi deve dimostrare che quella gara meravigliosa di Champions non è stata frutto di fortuna, bensì di lavoro, classe e talento. È l’occasione giusta per farlo.