Bernardeschi: «Alla Juve sono cresiuto tantissimo, pronto anche da mezzala»

Federico Bernardeschi
© foto Federico Bernardeschi

Il numero 33 della Juventus ha parlato dal ritiro della Nazionale a Coverciano. Le parole di Federico Bernardeschi in conferenza stampa

Conferenza stampa fiume quella di Federico Bernardeschi che, dal ritiro azzurro di Coverciano, ha parlato anche tantissimo di Juve e di Cristiano Ronaldo.

DIGIUNO RONALDO – «Credo che i gol non segnati da Ronaldo non siano un problema. Ha cambiato Paese e società, è normale per tutti: è un uomo, credo che un po’ di ambientamento sia normale. Tra un po’ di mesi ci chiederemo quando smetterà».

BERNA MEZZ’ALA – «Innanzitutto credo sia un privilegio per me, accetto ben volentieri e non sarà un problema mettersi lì a imparare automatismi nuovi. È un ruolo nuovo, in cui anche in settimana mister Allegri mi prova. Servirà pazienza, ma l’importante è avere la volontà e il coraggio di applicarsi».

POCO SPAZIO AGLI ITALIANI – «Credo che Mancini abbia ragione. Penso sia una questione di abitudine. Prima giocavano di più gli italiani, ma non penso fosse una questione di maggiore talento: il calcio italiano era visto in modo diverso e dobbiamo ripartire da lì».

COM’È CR7 – «Quello che fa sul campo è sotto gli occhi di tutti. Io posso dire che è un ragazzo eccezionale, che ha portato molto alla Juventus e molto porterà. È un professionista esemplare, oltre che essere un fuoriclasse assoluto, ma questo lo sapevate già. Aver portato un campione di quel calibro in Italia fa bene a tutto il Paese, a tutti i tifosi italiani. Non vedo cose negative. Io ho il piacere di vederlo tutti i giorni e credo che per un giovane questo sia un tesoro. Cerco di rubargli il più possibile, senza che mi faccia paura: bisogna cercare di prendere tutto quello che ha da dare, rimanendo poi fermo nella tua mentalità. È un valore aggiunto per tutti noi. È un perfezionista, fuori dal campo è un ragazzo normale e in gruppo è veramente un positivo».

NEW BERNA – «Essere un giocatore da Juve è un obiettivo e lavoro ogni giorno per questo. Nell’ultimo anno credo di essere maturato molto a livello mentale. La Juventus mi ha fatto benissimo, e sono diventato ormai un uomo. Credo che la differenza in questo sport sia la testa e credo fermamente nella mia testa e nelle mie possibilità mentali, al di là delle qualità e dei moduli. Conta la testa: quando hai raggiunto una certa consapevolezza, devi costantemente allenare i tuoi punti di forza. Essere alla Juve è un privilegio, è uno dei primi cinque club in Europa: ogni giorno devi dare il massimo. E prepararsi a vincere è più importante che vincere».

FUTURO ESTERO – «Non credo. Al momento non è nelle mie idee: sto bene alla Juventus e voglio continuare alla Juventus. Poi quello che succederà non lo so, ma sto bene».

SDIDA A SZCZESNY – «Mi viene un po’ da ridere perché lui fa ridere sempre. Ne abbiamo parlato, ci siamo presi in giro, non vediamo l’ora di incontrarci in campo. Loro sono forti, sono un’ottima squadra».

SALTO IN UNA BIG – «Ognuno ha la sua carriera. Ognuno valuta con la propria testa. Credo che fare il salto di qualità, andare in una grande squadra, quando magari un ragazzo non si sente pronto pienamente, credo che non sia un bene, che sia meglio restare dove si trova. Quando poi si prende consapevolezza e si riesce ad andare in una grande squadra, allora bisogna lavorare il doppio per far sì che il mister ti prenda in considerazione. È un salto importante, il paradosso è che quando arrivi in una grande squadra è che devi lavorare ancora di più per far sì che gli altri si accorgano di te».

ANTI JUVE – «Io credo che ci siano tante squadre forti quest’anno, dall’Inter al Napoli, dalla Roma al Milan che è cresciuto. Sarà davvero difficile: ora sono passate appena tre giornate, è un po’ difficile capire come sarà in futuro. Credo che il livello della Serie A si sia alzato tantissimo, sia come qualità che come fisicità. Speriamo di affrontare nel migliore dei modi il campionato e di vincerlo».

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