Bonucci: «Sogno di alzare la Champions da allenatore della Juve. L'addio? E' una cicatrice che fa ancora male»
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Bonucci: «Sogno di alzare la Champions da allenatore della Juve. L’addio? E’ una cicatrice che fa ancora male»

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Bonucci: «Sogno di alzare la Champions da allenatore della Juve. L’addio? E’ una cicatrice che fa ancora male». L’intervista

Bonucci, pochi giorni dopo l’addio al calcio giocato, ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport. Queste le dichiarazioni dell’ex Juve.

IL PRESENTE – «Sono in equilibrio con me stesso, ho fatto una doppia esperienza all’estero, ora mi godo la famiglia e a luglio inizierò il corso d’allenatore a Coverciano».

MOMENTI BELLI E BRUTTI DELLA CARRIERA – «Più che brutti direi duri, ma propedeutici a quelli belli, come l’eliminazione dai due Mondiali. Dopo il secondo ho avuto la fortuna d’incontrare Vialli, grandissima persona, che su una panchina a Coverciano mi disse: “Sei uno dei più vecchi, devi rea gire, non pensare che tutto sia finito”. Senza quello forse non ci sarebbe stato l’Europeo 2021, uno dei ricordi più dolci. Le finali di Champions sono state dolorose come l’addio alla Juve, però di bello c’è stato un percorso lunghissimo di successi. Non potevo chiedere di meglio».

COSA NON RIFAREBBE – «La lite con Allegri in Juve-Palermo: una reazione istintiva che potevo gestire meglio. Le scelte invece sono state conseguenze di situazioni vissute che mi hanno migliorato come calciatore e uomo. In questi giorni ho avuto la riprova di essermi comportato in modo giusto nel gruppo. La parte più bella sono i messaggi privati dei compagni. Ho fatto una carriera bella da antipatico, però non ho mai messo una maschera. Sono sempre stato me stesso e, qua do ho sbagliato, ho pagato le conseguenze».

IL SEGRETO DELLA BBC – «Conte, che ha messo in campo la linea magica, e avere dietro il numero uno al mondo, Buffon. Tra di noi oltre all’amicizia c’erano fiducia, conoscenza e talento. Ci completavamo, così abbiamo fatto la storia di Juve, Nazionale e calcio. Abbiamo una chat, “I magnifici 4”, per battute, scherzi e ricordi. Con Giorgio andiamo in vacanza assieme. Un rapporto che andrà avanti per sempre».

L’ADDIO ALLA JUVE – «Una cicatrice che fa ancora male. Mi sarebbe piaciuto un finale diverso, però forse non è ancora arrivato. Dopo la rabbia iniziale ho riflettuto, ci siamo confrontati e rinunciare all’azione legale è stata la cosa giusta, perché per me la Juve è sempre stata tutto, da quando giocavo a pallone in camera con mio fratello. L’amore resta intatto».

CHE TIPO DI ALLENATORE SARA’ – «Mi piace la tattica e Conte ha cambiato il calcio ,non solo la J ve, aprendo al gioco di posizione. Oggi è più di movimento, Mancini coi cinque canali ci ha fatto vincere un Europeo. Nella gestione Allegri, Lippi e Ancelotti ti danno tanto. Studierò per trovare il giusto mix e migliorare il mio carattere».

IL RAPPORTO CON ALLEGRI – «Ci siamo parlati l’ultima volta a Udine, maggio 2023. Ognuno si comporta come meglio crede. Per ciò che abbiamo vissuto insieme, pur nei contrasti, penso che si potesse gestire tutto diversamente, anche il non volermi più in rosa. Se dovessi incontrarlo al bar lo saluterei, ma non lo chiamerei io per un caffè».

LA STAGIONE DELLA JUVE – «Quando giochi per la Juve non ti puoi accontentare del piazza-mento in Champions. La rosa di oggi può competere con chi è arrivato davanti, anche con l’Inter che ha fatto un percorso incredibile. Il valore c’è, nei momenti di difficoltà non è stata tenuta alta l’attenzione».

NIENTE CHAMPIONS CON RONALDO – «Portare Cristiano sembrava significasse vincere la Champions, ma il calcio non è una scienza esatta. Cristiano ci ha dato tanto come mentalità. A volte in campo s’incaponiva nel cercare la giocata, ma a un fuoriclasse va concesso: con lui partivamo sempre 1-0. Come tutti i numeri uno aveva bisogno dei suoi spazi, anche a Gigi succedeva».

PIU’ DIFFICILE MARCARE MESSI O RONALDO – «Messi perché è più imprevedibile. Cristiano è una macchina perfetta, ma più decifrabile».

BUFFON IL RONALDO DEI PORTIERE – «Assolutamente sì, purtroppo non siamo riusciti a regalargli la Champions. Ringrazio per aver giocato tanti anni con lui. Diffici mente ci sarà un altro portiere co me lui in futuro ,è inavvicinabile».

CHI SARA’ IL NUOVO BONUCCI – «Ho due figli maschi, magari verrà fuori uno dei due… Calafiori può diventare un grande difensore ma non è Bonucci. In un grande club le pressioni sa- ranno diverse. Nel calcio di oggi le mie caratteristiche sono più utili, i difensori crescono meno bravi nell’uno contro uno ma più portati a impostare, leggere il gioco e riempire lo spazio. Buongiorno ha grandi doti sia nella marcatura sia nel gioco: è intelligente e ha valori impor- tanti».

SOGNO DI ALLENARE LA JUVE CON CHIELLINI DIRIGENTE – «Il mio sogno è alzare la Cham- pions da tecnico della Juventus visto che non ci sono riuscito da giocatore. Se Giorgio dovesse essere l’a.d. il rapporto sarebbe doppio, professionale e d’amicizia… Prima però tutti e due abbiamo un percorso da fare».

THIAGO MOTTA ALLA JUVE – «È diretto e ha personalità: mi piace tantissimo. Ha tutte le carte in regola per adeguare la Juve al calcio moderno e per fare molto bene, ma gli va dato il tempo. Io l’ho apprezzato in Nazionale, fu molto importante a Euro 2012: dopo il pari con la Spagna nel girone parlò per la prima volta e ci disse: “Se continuiamo così con questo spirito andremo in finale con la Spagna”. Ha idee chiare».

EURO 2024 DELL’ITALIA – «Se Spalletti trova l’incastro giusto e supera il difficile girone, può arrivare in fondo. Mi aspetto un grande Europeo da Scamacca, che ha raggiunto un’alta consapevolezza di sé».

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