Buffon a EPCC: «Volevo fare i complimenti alla Juve. Quando smetterò…»

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Gigi Buffon a EPCC: l’ex capitano bianconero ospite di Cattelan nel talk show in onda su Sky. Torna a parlare il portiere

Gianluigi Buffon, ex portiere della Juventus oggi al PSG, è stato ospite di Alessandro Cattelan nel talk show EPCC, in onda tutti i giovedì su Sky Uno a partire dalle 21.15.

Nella puntata del 16 maggio, l’ex capitano bianconero ha risposto a varie domande sulla sua esperienza parigina e sui trascorsi bianconeri.

L’AFFETTO – «La stima della gente la percepisci e fa piacere».

ESPERIENZA AL PSG – «Sto facendo un’esperienza di vita eccezionale che a 40 anni dovevo fare. È un continuo apprendimento: un uomo, una persona non si deve mai fermare e deve sempre mettersi alla prova».

L’ETA’ NEL CALCIO – «È una questione di come ti poni. Di entusiasmo che ci metti. Sono andato a Parigi per rimettermi in gioco come persona e come giocatore. È un’esperienza che non mi ha deluso».

ITALIA ALL’ESTERO – «Il ristorante italiano lo cerco e lo desidero, perché è un modo di colloquiare con altri italiani. Per la tv non cambia nulla, perché anche in Italia non la guardavo».

IL CAMPIONATO FRANCESE – «Io dico questo: colgo l’occasione per fare i complimenti al Psg, alla Juve e anche al Derthona che ha saputo padroneggiare in campionati minori. La percezione che abbiamo noi dall’Italia è sbagliata. Il campionato francese è meno evoluto di quello italiano, però è difficile dal punto di vista fisico e tecnico. Ci sono squadre come il Lille e il Lione che in A arriverebbe tra le prime cinque. Quindi il livello è come quello italiano. Dobbiamo essere umili quando facciamo paragoni».

I PIU’ SCATENATI – «È una bella guerra, però Dani Alves e Kimpembe mettono buon umore».

LO SPOGLIATOIO – «Per stare in uno spogliatoio così giovane bisogna adeguarsi. Metto a disposizione la mia maturità, ma l’80% è spensierato per creare gruppo e relazionarmi con loro».

BALOTELLI – «Seguo Balotelli sui social perché è in Francia con me. Nella seconda parte di campionato ha dato prova di essere molto valido e ha avuto un comportamento da giocatore serio e maturo. Questo fa bene a lui e alla Nazionale futura».

DA GIOVANE – «Quando ero ragazzino a scuola insieme agli amici c’è stata la prova di questa ‘sigaretta modificata’. Da solo, però, ho capito che se dovevo fare lo sportivo dovevo prendermi in carico determinate responsabilità. Anche se quella non era una cosa gravissima, non conciliava con le regole sportive. Non me ne pento perché ero ragazzo».

90′ SENZA SUBIRE TIRI – «Soprattutto quando giocavo nella Juve, hai momenti in cui osservi i cartelloni pubblicitari e ti portano lontano con i pensieri dalla partita».

ANEDDOTO DEI MONDIALI – «Eravamo un gruppo fantastico, capeggiati da un allenatore incredibile. Un aneddoto è un Rino Gattuso con la sua veracità che tirava le ditate in testa a Pirlo con il dito duro».

GATTUSO – «Rino era un giocatore incredibile, perché dava tanti benefici alla squadra. Queste cose sono intangibili, perché da fuori non le vedi».

I PIU’ CARISMATICI – «Cannavaro, Materazzi, ce n’erano parecchi in quella Nazionale».

IL FUTURO – «Il Psg mi ha proposto un rinnovo e questo mi fa felice e mi gratifica. Però è anche vero che ci incontreremo a giorni per guardare dentro a questo progetto e capire se entrambi riteniamo giusto andare avanti insieme».

FINE CARRIERA – «Penserò alla mia collezione delle squadre di Subbuteo per finirla e specializzarmi in quell’attività».