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Buffon: «Con Sarri subito attriti. Quella cosa è stata avvilente»

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Buffon: «Con Sarri subito attriti. Quella cosa è stata avvilente». Le dichiarazioni dell’ex portiere della Juventus

Gigi Buffon, ospite di TikiTaka, ha parlato tanto anche di Juventus.

SARRI – «Il mister ha avuto tante difficoltà. È un rapporto che aveva già difficoltà iniziali. Quando è arrivato ha avuto qualche piccolo attrito con qualcuno e questo ha fatto in modo che la scintilla non scattasse. Penso che il tipo di lavoro che era abituato a fare e pensava di poter svolgere alla Juve si è accorto che avrebbe dovuto rivederlo e mediare. Perché spesso in certe squadre deve mediare. E questa cosa per lui è avvilente. E lo si vedeva che non aveva quell’entusiasmo che di solito uno come lui ha».

DONNARUMMA – «Penso che Donnarumma abbia fatto una scelta più che giustificata. Anche se ha difficoltà in questa stagione, ma avrà la titolarità se non nell’immediato nel prossimo futuro».

JUVE DI ALLEGRI – «La Juve non gioca male, quelle che vince le vince da squadra solida, squadra che dà pochi spazi all’avversario, imbruttisce la partita ma non gioca male. Non abbiamo vinto la Champions League perché Barcellona e Real erano più forti di noi per tre volte».

JUVE DA CHAMPIONS«Sappiamo tutti che in qualsiasi momento la Juve sorprende e può avere colpi di reni che possono risollevarla anche nei momenti difficili. Certo, in questi anni vincere contro certi avversari è diventato davvero complicato».

TORNARE ALLA JUVE DOPO IL PSG – «Torno alla Juve perché quando gioco l’ottavo di finale con il PSG e vinco contro il Manchester, ma la Juve perde con l’Atletico due a zero a Madrid, io chiaramente ero felice per me. Ma torno a casa e dico a mia moglie: sono felice ma non mi sento a mio agio perché la Juve ha perso 2-0. Magari se fossi stato lui avrei potuto dare una mano. E questa cosa qui ha pesato sulle mie scelte. Quando mi ha chiamato la Juve ho risposto che non mi faceva impazzire l’idea di fare da secondo però devo anche dire che l’idea di poter vincere con questa Juve alla fine è stata la cosa che ha pesato di più. Sono tornato e ho accettato questo ruolo solo per questo».

PIRLO – «Non direi, il vitello sacrificale dà l’idea di un perdente ma un allenatore che vince Coppa Italia, Supercoppa e che arriva in Champions non ha fallito».

RONALDO – «Se Ronaldo non era più convinto di rimanere ha fatto bene ad andarsene. E Allegri ha fatto bene a tornare perché si vede che è convinto di fare bene ed è convinto di poter incidere».

ATALANTA – «Gasperini lo sa, è successo che nel momento in cui avevo deciso di andare a Bergamo ho parlato con i dirigenti della Juve e con Pirlo che mi hanno convinto a restare. Mi conoscono alla perfezione e hanno toccato determinati tasti che non mi hanno persuaso a non andare. A Gasperini comunque voglio bene, le sue chiamate e la sua volontà di volermi a Bergamo perché secondo lui ero ancora forte per fare il titolare, mi hanno gratificato moltissimo».

MONDIALE – «Questa è la scusa per continuare a giocare. È la motivazione che mette d’accordo tutti».