Hanno Detto
Cagni boccia il VAR: «Hanno complicato le cose. Sono stufo di vedere giocatori che per un calcetto si rotolano un quarto d’ora urlando. Sul campionato…»
Cagni ai microfoni di Milannews24.com ha parlato anche di Var e di campionato soffermandosi su come sta andando la stagione delle big
Intervistato in esclusiva dai microfoni di Milannews24.com, Gigi Cagni ha parlato del Var e fatto un punto anche sul campionato.
VAR – «Il mio pensiero, da sempre è questo: se io ho una cosa da risolvere e continuo a cambiare, a mettere delle cose sempre in più, pensando di risolverle, secondo me sbagli. Delle volte bisogna essere capaci a togliere, non a continuare ad aggiungere. Questo perché mi sembra, parlando del VAR, che si stia facendo molta molta confusione e quindi vuol dire che bisogna cambiare qualcosa. Siamo in tempo, si può fare. Noi facciamo sempre tutto con le persone che secondo me non dovrebbero avere il comando. Ripeto: bisogna semplificare, non far diventare le cose più difficili. Sono le cose semplici che rendono. Invece noi continuiamo a complicare. E allora adesso vediamo cosa succede perché poi la responsabilità è di chi dirige. Gli arbitri probabilmente hanno delle difficoltà, non sono in un periodo buono anche se pure l’arbitro di ieri sera in Europa non è che fosse nulla di eccezionale. E poi, e chiudo, il tempo secondo me non lo perde l’arbitro che fischia più o fischia meno. Io sono stufo di vedere giocatori che prendono un calcetto e si rotolano per un quarto d’ora per terra ad urlare. Che soglia del dolore hanno i giocatori di oggi? Con gli urli che fanno dovrebbero andar fuori e non rimanere in campo… Due minuti fuori e si va avanti».
SERIE A – «Credo sia un problema più generale del calcio italiano: mancano i centravanti. Sono tutti alla ricerca di questo ruolo che sembra non ci sia più, soprattutto in Italia e soprattutto italiani. Quindi c’è qualcosa che non funziona in questo senso. A tutte le squadre tranne il Napoli, che ha trovato Hojlund che si sta rivelando un ottimo attaccante, mancava proprio questo. La verità è che il calcio di quest’anno a me non è piaciuto perchè è stato un calcio senza ritmo, un calcio nel quale si vede poco tirare in porta. L’unica eccezione, e ne parlo proprio per questo, è il Como. Il Como è una squadra che diverte, è una squadra che guarda caso ha messo come obiettivo primario la tecnica individuale che vuol dire avere tutti i giocatori individualmente molto bravi a livello tecnico e anche molto giovani. Questo vuol dire ritmi alti, verticalizzazioni, tiri in porta… E poi c’è un numero che mi ha sorpreso e che non pensavo fosse così: è una delle difese migliori. Quindi vuol dire che ha trovato il mix giusto per giocare a calcio, il calcio che piace a me. Le altre non lo hanno ancora trovato». LEGGI L’INTERVISTA ESCLUSIVA INTEGRALE SU MILANNEWS24.COM