Chiara Aleati su David: «È il momento di dire basta» - VIDEO
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Chiara Aleati sicura su David: «È arrivato il momento di dire basta, la personalità la dimostri buttando giù quella porta» – VIDEO

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Chiara Aleati va all’attacco: l’opinionista condanna l’atteggiamento delle punte, tempo scaduto per l’adattamento, ora serve concretezza

Il pareggio interno della Juventus contro il Lecce ha scatenato un vero e proprio processo mediatico nei confronti del reparto offensivo bianconero, ritenuto il principale responsabile dei due punti persi. A farsi portavoce del malcontento generale è Chiara Aleati, che attraverso un’analisi lucida e priva di sconti ha messo nel mirino le prestazioni e soprattutto l’atteggiamento di Jonathan David e Lois Openda. L’opinionista ha respinto con forza la narrazione legata alle difficoltà di ambientamento, sottolineando come certi errori siano figli esclusivamente di superficialità e mancanza di “fame”.

CHIARA ALEATI – «Credo che sia arrivato il momento di dire basta perché vanno bene le parole di Spalletti quando dice: “già il fatto che David abbia deciso di tirare e di prendersi la responsabilità di battere il calcio di rigore, Ha dimostrato personalità”. Personalità fino a un certo punto la personalità la dimostri Sì, decidendo di battere il calcio di rigore, Voglio capire se è stata una scelta sua o una scelta della squadra, ma la dimostri buttando giù quella porta. Devi fare tutto tranne che tentare di fare un cucchiaio perché in questo caso dimostri superficialità, dimostri supponenza e dimostri presunzione. Ecco, io non credo sia più un problema di adattamento, perché quando ti arriva l’occasione e quando puoi sbloccarti e quando hai bisogno di sbloccarti, decidi di fare un pallonetto senza senso e ti presenti sul dischetto con una faccia che sembra che tu stia andando al funerale. In un momento così delicato della partita io credo che le scuse siano finite. Ad oggi io non riesco a vedere un giocatore là davanti e parlo delle due punte che possa risolvere la partita. Cioè io quando abbiamo giocato nella fase finale della partita con David e Openda davanti, Non ho mai avuto la sensazione che si potesse creare qualcosa di pericoloso e soprattutto che qualcosa di pericoloso potesse arrivare da loro due là davanti. Openda entra e sbaglia un gol praticamente a porta vuota. E non è il primo. David gioca tutta la partita e sbaglia nel momento cruciale della partita. Quindi le scuse vanno bene. Sono arrivati in Italia, ci vuole tempo, tutto quello che volete. Ormai diamo tempo a chiunque ed è giusto dargli tempo. Ma quando poi l’errore non è più di adattamento e non è più un errore ed un discorso puramente tattico, magari, ma diventa un errore semplicemente di supponenza, di superficialità e forse anche un po’ di presunzione per voler dimostrare ai tifosi, alla squadra, all’allenatore di essere un giocatore tecnico e di poter fare con quei piedi quello che si vuole. Ecco, io lì non ci sto più»

L’accusa di “supponenza” per il rigore calciato con leggerezza e la sensazione di impalpabilità della coppia d’attacco nel finale rappresentano un segnale d’allarme fortissimo per la dirigenza e per Damien Comolli. La pazienza dell’ambiente sembra essersi esaurita: ora servono solo i fatti.

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