News
Conceicao completa la sua metamorfosi perfetta: pause azzerate e rendimento costante. Come è cambiato Chico con Spalletti, l’analisi completa!

Conceicao ha cambiato la sua fisionomia durante le partite con Luciano Spalletti. Ecco l’analisi delle prestazioni del 7 della Juventus
La stagione di Francisco Conceição alla Juventus racconta una metamorfosi perfetta: da mina vagante, capace di fiammate improvvise, a pedina imprescindibile, in grado di trovare quella preziosa continuità che troppo spesso sfugge agli esterni di pura fantasia. Il portoghese ha imparato a dosare il proprio talento, trasformando il suo estro da episodico a costante.
QUI: ULTIMISSIME JUVE LIVE, TUTTE LE NOTIZIE DEL GIORNO
All’inizio dell’anno sportivo, “Chico” viveva di strappi accecanti. Lo si era intuito a Verona, dove la sua rete era stata l’unico vero atto di ribellione in una manovra preda del conformismo, o nella notte di Vila-real, dove gli era bastato un tocco per accendersi e trovare la via del gol. A questi acuti, però, si alternavano ancora dei passaggi a vuoto, fisiologici per chi deve calarsi in un calcio tattico e asfissiante. Contro la Lazio, ad esempio, si era smarrito: costretto a triplicare gli sforzi per arrivare sul fondo, finiva inevitabilmente per sbagliare la misura dei cross. Simile l’appannamento vissuto in Champions contro il Monaco, in una serata opaca e avara dei suoi proverbiali scatti.
Ma è nel cuore della stagione che Conceição ha svoltato. Ha iniziato a prendere per mano la squadra in Europa (tenendo alta la testa contro il Bodo/Glimt e accendendo lo Stadium da subentrato col Pafos) e ha sancito la propria indispensabilità tattica nel match d’andata contro la Roma, marchiato a fuoco da un gol. La sua costanza è sbocciata definitivamente in primavera. Al Tardini, un tempo teatro delle gesta di papà Sergio, si è elettrizzato travolgendo il Parma, per poi estrarre dal cilindro una magia vitale nel pirotecnico pareggio di ritorno all’Olimpico contro i giallorossi.
Nel rush finale, il portoghese ha azzerato le pause. Ha acceso la sfida casalinga col Pisa ed è diventato un incubo sistematico per i difensori: a Udine ha dimostrato che, se punta il rivale, lo salta inesorabilmente. La grande maturità, infine, si evince dalla capacità di essere utile anche senza effetti speciali, come fatto con il Bologna, o mettendo la propria tecnica al servizio della squadra, come a San Siro contro il Milan, dove i suoi strappi hanno costretto i rossoneri a spendere due cartellini gialli pur di arginarlo. Oggi Conceição non è più solo la carta da pescare nel mazzo, ma la certezza tecnica su cui si appoggia l’intera manovra bianconera.
