Hanno Detto
Conferenza stampa Spalletti pre Juve Benfica: «Con Mourinho si alza il volume del calcio. La squadra ha ancora potenzialità che non sa sfruttare fino in fondo. Sul mercato…»

Conferenza stampa Spalletti pre Juve Benfica: le sue dichiarazioni alla vigilia del settimo match della League Phase di Champions League 2025/26
(inviato all’Allianz Stadium) – La Juve vuole blindare la zona playoff in Champions League. Per farlo i bianconeri hanno il grande obiettivo di trovare la terza vittoria consecutiva – dopo Bodo Glimt e Pafos – contro il Benfica domani alle 21.00. LA CONFERENZA STAMPA DI THURAM ALLA VIGILIA DI JUVE BENFICA
Nel giorno di vigilia, martedì 20 gennaio, Luciano Spalletti interviene in conferenza stampa alle 16.00 per presentare il match davanti ai media. Juventusnews24 segue LIVE le sue parole.
BENFICA – «Non si affronta solo una squadra ma un pezzo di storia del calcio, un’identità. Le squadre portoghesi hanno questa caratteristiche di risucchiarti nel loro ritmo. Se non sei preparato rischi di finirci dentro e se non sei preparato è tardi. Noi abbiamo tutte le possibilità per prevenire quello che affronteremo domani sera e mi aspetto che i calciatori siano pronti e in condizione di potersi esprimere con le loro qualità».
MOURINHO – «In un primo periodo ci siamo detti qualcosa, più lui di me, su questo aspetto vince sempre lui. Ci siamo stimati, apprezzati, sentiti al telefono, sarà un piacere incontrarlo perché ultimamente non è successo. Nelle partite in cui c’è Mourinho si alza il volume del calcio, essere sull’altra panchina è un motivo d’orgoglio».
CHE APPROCCIO SI ASPETTA DAL BENFICA E SQUADRE DI MOURINHO DIFFICILI DA AFFRONTARE – «Mourinho sotto l’aspetto di preparazione della partita, ti aspetti sempre qualcosa di differente anche come autenticità. Poi, come diceva prima Thuram, sarà importante anche per loro, uno scontro diretto. Mi aspetto un Benfica aggressivo, che verrà a fare la partita e magari userà la furbata del suo allenatore. Poi saranno costretti come noi a mettere la propria identità dentro lo scorrimento della partita. Ne verrà fuori una partita interessante».
CONTATTI CON OTTOLINI E MERCATO – «Ce l’ho accanto di ufficio, si pensava di tornare nello stesso condominio per vederci più spesso…C’era anche Comolli a vedere l’allenamento, sono tutte domande che deve rivolgere a loro. Io faccio un altro mestiere, siccome ho accettato questa Juventus qui io non mi aspetto niente. Se mi chiedono un pensiero io lo dico ed è sempre stato lo stesso. Si va avanti con tranquilla coerenza e fiducioso di poter andare a lottare per i nostri obiettivi con i calciatori che ho trovato qui dentro. Gli infortuni e quello che succede possono fare la differenza e far venire altri pensieri ma son contento dei calciatori che ho a disposizione. Dentro il loro apprezzamento in ciò che stiamo facendo ci noto una crescita. Loro sanno che i protagonisti sono loro, io vado in futuro con le loro capacità nel giocare a calcio».
STESSO ATTEGGIAMENTO ANCHE COL BENFICA – «Io sono convinto che sia semplice il nostro disegno e il nostro obiettivo. Noi ricerchiamo coerenza, perché ogni calciatore ha delle caratteristiche e diventa fondamentale vedere come funzionano tutti dentro con le somma delle caratteristiche che hanno. Stanno andando a esplorare cose nuove che ci porteranno su un livello dove si raggiungerà un’identità nelle valutazioni del contesto, nell’efficacia che bisogna avere, che ci permetterà poi di farlo apprezzare a chi ci vede. Non è solo estetica, un vezzo da esibire, bisogna poi andare a fare risultati perché poi l’altro giorno si parlava di giochismo e risultatismo. Non sono in opposizione, il giochismo è un modo di raggiungere il risultato. Dà più possibilità: ognuno fa delle scelte e poi ti viene presentato il conto. Valuteremo alla fine il conto delle scelte che abbiamo fatto».
CHE COSA VORREBBE VEDERE – «Mi aspetto di vedere le stesse cose che ho visto tutti i giorni. Loro si divertono a sviluppare gli allenamenti e mi diverto a vederglieli sviluppare, con il ritmo che frequentano e fan vedere in campo. Si assomigliano tutte queste squadre portoghesi, come detto prima. Lo Sporting ha cose molto simili al Benfica, portano molte persone sulla trequarti, sono bravi in spazi ristretti a giocare con pochi tocchi, hanno facilità di andare a crearti questa ragnatela dove rimani imprigionato dentro. Se le scelte non saranno nette, belle dirette, fatte da blocco squadra si rischia di rimanere intrappolati in queste ragnatele. Somiglierà alla partita con lo Sporting, infatti sono seconda e terza in classifica in campionato. Sono squadre con equilibrio, un’idea di gioco, ma anche noi siamo forti e con un’idea precisa di gioco. Domani sera, al di là che si è sempre giocato in notturna, nelle partite di Champions aumentano i watt dei riflettori e speriamo di essere degni di questa luce così forte e fare la nostra partita».
CHE VINO OFFRIREBBE A MOURINHO – «Gli offrirei uno dei miei. Rosso diretto, così lo buttano fuori (ride ndr). Sarà un piacere averlo vicino, c’è sempre da imparare da personaggi di questo livello. Bisogna vincere la partita sul campo, in maniera corretta, da un punto di vista di sviluppo di gioco, di ricerca di coraggio, di impatto e autenticità. Dobbiamo essere autentici anche noi».
VALUTAZIONE TATTICA DEL BENFICA – «Figuriamoci se posso giudicare una squadra allenata da Mourinho su cosa fa bene o male. Ha le carte in regola per giocare con chiunque. Anche quando è uscito sconfitto le partite son state dure, difficili. Da un punto di vista di valutazione se un risultato è stato corretto o no. Io concentro le mie analisi su cosa debba fare la mia squadra. Le qualità le ho dette, han facilità di giocare palla a terra con ritmi altissimi, portandoti densità in campo e con terzini con libertà di attaccare. Il calcio portoghese è sempre piaciuto a tutti, perché si prova a far viaggiare la palla il più velocemente possibili. Ho allenato e apprezzato moltissimi calciatori portoghesi, ma tutte le attenzioni ci vorranno per la mia squadra domani sera e non per quella di Mourinho».
FIRMEREBBE IN BIANCO CON LA JUVE? – «Non sono pronto a niente, la Juve non è pronta a niente. Questo dubbio glielo risolveremo nell’ultima settimana di convivenza del nostro rapporto, perché si va avanti così. Non ho fatto niente io per meritarmi niente quello che lei auspica. Nel calcio si sa bene che si cambiano idee velocemente e facilmente. La Juventus ha avuto allenatori fortissimi e ne avrà altrettanti, e io si vorrò allenare un’altra squadra spero di trovarla. È tutto smart, le valutazioni si tirano in fondo. Non se una volta si vince e l’altra si perde. L’ultima settimana si viene qui e si dice le cose insieme».
SFRUTTARE DI PIU’ I CROSS – «In questo un po’ di caratteristiche strutturali possono aumentare, diminuire. Ma ho visto passare palloni a 5 cm dalla testa, a 30 cm dal piede. Una palla non è stata giocata con totale efficacia per quello che poteva essere. Ci sono molti di questi particolari che ti han girato le spalle in quella partita lì. Bisogna fare delle ricerche approfondite, delle analisi approfondite, fatte con coerenza. Bremer dice cose corrette: non basta più, un po’ come il fatto di sapere chi si ha alle spalle per girare la testa, non ci vuole solo un cambio di direzione ma due. Bisogna aumentare la qualità per fare gol, bisogna essere curiosi e trovare modi per fare gol. La differenza è essere precisi negli spazi ristretti. Avere la giocata già presente prima di ricevere il pallone, contano quelle cose lì nel calcio attuale. Bisogna sempre essere abituati a esplorare zone differenti e competenze differenti, da lì nasce l’imprevedibilità vera che risolve un po’ tutto».
ANTICIPARE LE COSE IN CAMPO INVECE DI REAGIRE – «O le hai o non le hai è giusto, chi le ha le fa vedere subito però quando si parla di provare a immaginarsi una cosa e dargli una realtà, di andarla a perseguire coi comportamenti si capisce. Si tratta di lavorare in un contesto che abbia quella caratteristica affinché venga stimolata quella reazione per andare ad acchiappare quello che si vuole. Il fatto che Thuram lo abbia detto mi piace parecchio, significa che ci pensa, abbiamo centrato l’obiettivo».
SQUADRA MATURA E INTELLIGENTE – «Thuram intelligente lo è già, sta bene nel contesto della nostra squadra. Ha qualità ancora non tutte sfruttate e potrebbe essere preso come esempio per lo specchio della squadra. La squadra ha ancora potenzialità che non sa sfruttare fino in fondo, siamo sulla buona strada per andarle a prendere ancora e questa è la soluzione per la tipologia della nostra squadra. Si va avanti con fiducia in questa maniera qui e poi si potrà vedere se contestare o no il mio pensiero».