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Coppa Italia, Pirlo in finale senza 10 giocatori? Il caso limite e il regolamento beffa

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Coppa Italia, Pirlo in finale senza 10 giocatori? L’assurdo spettro di Juve Inter. Il rigido regolamento delle diffide inguaia i bianconeri

Juve-Inter è una partita che nasconde svariate insidie. Tra tutte, Pirlo è stato bravo a sottolinearlo alla viglia, quella di adagiarsi sul cuscinetto della vittoria maturata nella semifinale di andata a San Siro. Troppa rilassatezza sarebbe deleteria, ma lo sarebbe altrettanto una foga eccessiva, tale da legittimare un abbondante utilizzo dei cartellini da parte dell’arbitro Mariani. In casa bianconera sono infatti addirittura 10 i giocatori a rischio squalifica per la finale di Coppa Italia: Alex Sandro, Arthur Melo, Rodrigo Bentancur, Federico Bernardeschi, Federico Chiesa, Cristiano Ronaldo, Matthijs De Ligt, Merih Demiral, Alvaro Morata e Adrien Rabiot. Per ciascuno di questi giocatori (tutti tra l’altro di prima fascia) un cartellino giallo sarebbe semplicemente fatale: inutile sottolineare come un simile fardello sia a priori limitante, anche e soprattutto per la partita di questa sera.

Diffidati in Coppa Italia: il regolamento e le differenze con la Champions

10 diffidati vittime di un regolamento, quello delle ammonizioni in Coppa Italia, particolarmente severo e limitante. Infatti dopo la prima ammonizione ricevuta, si entra automaticamente in diffida e se in un match successivo – fino alla finale appunto – dovesse arrivare per il calciatore in questione un altro giallo, andrebbe a scattare la squalifica nella sfida immediatamente successiva. La squalifica è ovviamente automatica in caso di cartellino rosso (diretto o per somma di ammonizioni). L’unica eccezione, per ovviare all’evidente disparità nell’accumulo delle sanzioni tra le squadre che provengono dai turni eliminatori e le teste di serie che iniziano la loro competizione agli ottavi, sta nell’annullamento al termine del quarto turno delle ammonizioni precedentemente comminate. Tutta un’altra storia in Champions dove, dalla fase a gironi in poi, un calciatore entra in diffida al secondo cartellino giallo e viene squalificato al terzo. Dopo i primi tre cartellini gialli, diffida e conseguente squalifica scatteranno automaticamente ogni ammonizione successiva (diffida alla quarta, squalifica alla quinta, diffida alla sesta, squalifica alla settima e così via). Le ammonizioni vengono poi cancellate al termine dei quarti di finale, in vista delle semifinali. Quest’ultima modifica è stata introdotta per evitare casi come quello che costrinse Nedved a saltare la finale del 2003 contro il Milan dopo il giallo veniale rimediato in semifinale con il Real.

Calendario Juve: la finale a maggio e il turnover limitato

La finale di Coppa Italia si giocherà il prossimo 19 maggio o all’Olimpico di Roma o a San Siro. Qualora la raggiungesse, la Juve dovrebbe fare i conti con un calendario estremamente congestionato (con tanto di possibili semifinali Champions e recupero della gara dell’Allianz Stadium contro il Napoli). Ecco perché eventuali assenze forzate (senza contare eventuali e futuribili infortuni) sarebbero un ulteriore danno per Pirlo che non potrebbe attuare in maniera completa e libera quel turnover che tanto gli sta giovando in questo periodo.

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