News
Corigliano vs Dowman, perché uno gioca già in prima squadra e l’altro ancora con l’Under 17? Il confronto tra i 2 classe 2009

Corigliano vs Dowman, due classe 2009 in forza a top club ma in contesti estremamente differenti: il paragone tecnico e fisico regge, ma uno ha già giocato in Champions League. L’approfondimento
Dopo l’ennesima prestazione esaltante di Thomas Corigliano contro la Carrarese, gara in cui ha messo a segno 1 gol e 1 assist in 45 minuti gioco subentrando ad inizio seconda frazione al posto del polacco Przytarski, occorre fare dei ragionamenti circa la differenza tra paesi nel lanciare giovani talenti nel grande calcio. Per questo motivo il paragone utilizzato in questo focus sarà un po’ forte, almeno per il momento il livello è ben diverso ma come vedremo sembra intercorrere un fattore essenziale nel confronto fra i 2 calciatori. Corigliano vs Dowman, il secondo è davvero così tanto più talentuoso e pronto rispetto al primo?
Prima di analizzare i profili nello specifico serve offrire un po’ di contesto, utile a inquadrare meglio il nocciolo della questione. Da una parte Max Dowman, trequartista o ala destra inglese in forza all’Arsenal di Arteta. Data di nascita 31/12/2009, un 2010 sfiorato. Dall’altra parte Thomas Corigliano, fantasista italiano nato il 20/01/2009 e attualmente protagonista assoluto con la maglia della Juventus Under 17 di mister Grauso. I due hanno quasi un anno di differenza, colpisce che uno sia già aggregato in Prima Squadra stabilmente mentre il secondo non abbia nemmeno una convocazione con la Primavera. Cosa fa davvero la differenza? La nazionalità?
I numeri a confronto, stesso ruolo e caratteristiche simili ma contesti diametralmente opposti
Dowman ha già esordito in Premier League a 15 anni, diventando il secondo più giovane di sempre a farlo dietro a Nwaneri (sempre dei Gunners). In Champions League il record è tutto della stellina classe 2009, debutto ad appena 15 anni, 10 mesi e 4 giorni sorpassando così l’astro nascente del Barcellona Lamine Yamal. Nonostante uno stop che lo tiene da dicembre lontano dai campi, Dowman ha numeri importanti dalla sua. In Premier ha raccolto 2 presenze con 1 assist a referto, 1 gettone in UCL e 2 in EFL Cup. Giocando da sotto età con l’equivalente della nostra Primavera, in Youth League ha segnato 4 gol in appena 2 partite. 2 reti in 2 gare in Premier 2.
Corigliano invece, nonostante abbia dalla sua numeri altisonanti in questa stagione ha sempre vestito la maglia della Juventus Under 17, confrontandosi quindi solo con coetanei o addirittura giocatori più piccoli. Le statistiche parlano chiaro: 11 gol e 13 assist a metà stagione, perno anche in Nazionale. La domanda ora sorge spontanea, cosa impedisce a Corigliano di dimostrare il proprio valore in categorie più probanti? Il primo suggerimento, tipico del campionato italiano, proporrebbe il fattore fisico. D’altronde se consideriamo il primo 2009 ad aver esordito tra i pro (Arena, ora alla Roma) il confronto smette di esistere. Arena è già avanti fisicamente ma fa un ruolo diverso. E Dowman? Da questo punto di vista non è poi tanto diverso da Corigliano.
Fisico esile, altezza e peso nella norma: anche qui la situazione è in equilibrio
Se Arena per struttura sembra già pronto per il calcio dei grandi, l’esempio di Dowman richiama la candidatura di Corigliano. Il trequartista inglese infatti è alto poco più di 1 metro e 80, pesa circa 70 kg. Insomma non parliamo di certo di uno alla Pio Esposito per capirci, anzi tutt’altro. Se poi si considera anche il campionato, forse il più fisico del mondo, allora i perché aumentano. Perché uno come Dowman indubbiamente talentuoso ma in un gruppo che lotta su tutti i fronti fa parte della Prima Squadra e Corigliano non ha ancora chance in Primavera? Il problema è forse il coraggio, si attende troppo per evitare di bruciare talento e rischiare pressioni o critiche a ragazzi giovanissimi.
Così facendo si opta per un percorso contenitivo, magari una stagione in Primavera, poi salto in prestito in Serie C o permanenza in Next Gen. Solo dopo le porte della Prima Squadra. Nel frattempo nelle altre leghe, queste paure non ci sono, se c’è un talento viene buttato nella mischia, non allo sbaraglio ma con le dovute precauzioni. Esordisce ed è sulla bocca di tutti, gli esempi non mancano. Casualmente poi, tutte le grandi squadre hanno costruito proprio attorno ai talenti cresciuti in casa: Musiala, Yamal o Foden. Tre esempi tra 3 realtà diverse
Capiamoci, non tutti i talenti possono essere trattati allo stesso modo, la preparazione mentale è il fattore che farà la vera differenza ad alti livelli, quello che screma chi non ritenuto all’altezza. Perché non provare di tanto in tanto? D’altronde “la fortuna aiuta gli audaci” recita un proverbio, magari è arrivato il momento per il calcio italiano di osare di più, i Corigliano di turno devono avere una chance.