Cristiano Ronaldo: «Voglio essere il migliore. I record sono parte di me»

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Cristiano Ronaldo a cuore aperto. Il portoghese si racconta in una lunga intervista in cui parla di calcio ma anche di vita privata

Una lunga intervista, una confessione. Cristiano Ronaldo, ai microfoni di ITV, parla di calcio ma anche di vita privata. Le parole dell’attaccante della Juve.

INSTAGRAM «Non mi sorprende l’alto numero di follower. So chi sono. Il 75% della mia vita è legato al calcio. Su Instagram se sono terzo o quarto non mi interessa. Ma nel lavoro mi importa, voglio essere il numero uno»

POPOLARITA’«In parte è fantastico: sono famoso, in prima pagina sui giornali. Ma voglio un po’ di privacy. In questi dieci anni l’ho persa. Non sono mai stato al parco con i miei figli, quando sei in pubblico non puoi essere te stesso, ma è troppo tardi per cambiare».

FORZA «La mia vera forza è nella testa. Il talento non è più abbastanza. Posso svegliarmi, giocare con i bambini, ma devo andare in palestra per 30-40 minuti per forza dopo, questo fa la differenza. Per questo ho 34 anni e sembra che ne abbia 28».

VALORE «Mezzo miliardo di dollari? Penso, spero. Forse è troppo (ride ndr). Ho un po’ di soldi in banca, questo di sicuro».

MACCHINE«Ne ho 17, la Rolls Royce è la mia preferita. Ho anche due Bugatti, due Ferrari, due McLaren e un’altra Rolls».

CRISTIANO JR«In questa generazione, tutti hanno tutto molto facilmente. Hanno i computer, non devono far fatica per ottenere quel che vogliono. Vorrei ‘soffrisse’ un pochino, come ho fatto io».​

GOL PREFERITO«La rovesciata contro la Juve? Sì. Ho provato a segnare questo gol per tanti anni. Ho segnato 700 gol, ma mai così. Ho pensato ‘Finalmente ho segnato una rovesciata. Meglio del sesso? No, non con Georgina».

PREMI INDIVIDUALI«Vincere fa parte della mia ossessione. I record sono parte di me. Non inseguo i record, sono i riguardi che inseguono me. Sono ossessionato dalla vittoria, dal successo. Penso sia giusto, mi motiva sempre. Quando penso di battere un record mi dico ‘Perché no’?»

GEORGINA«Georgina è parte di me. Mi ha aiutato così tanto. Certamente, sono innamorato di lei. È la madre dei miei figli, è fantastico. È mia amica. Parliamo tanto, apro il mio cuore per lei, lei fa lo stesso. Probabilmente è l’amore della mia vita. Ci sposeremo? Un giorno sì, non direi di no. È anche il sogno di mia madre, non posso dire di no».

IL PADRE«Non conosco mio padre al 100%. Era un alcolizzato. Non ho mai parlato con lui in maniera normale, è stata dura. Mi rattrista essere il numero uno, vincere premi e lui non vede nulla di tutto questo. È morto giovane».

LA MADRE«Quanto è importante per me? È il pilastro della mia famiglia, quello che ho raggiunto è soprattutto grazie a lei».

ACCUSE DI STUPRO «Fuori dal campo, il 2018 è stato l’anno più difficile. Giocano con la mia dignità, è dura. Ho una fidanzata, ho una famiglia, ho dei bambini. Giocano con la tua onestà, è brutto. Un giorno ero in casa, in salotto con la mia ragazza e partono le notizie su di me. Ho sentito i bambini scendere le scale e ho cambiato canale perché ero in imbarazzo. Mi ha fatto sentire malissimo. Caso chiuso? Mia madre soprattutto è sollevata. Quanto scritto dai media, non è la verità. Mia madre era molto nervosa, le ho detto ‘Rilassati, lo sai com’è fatto tuo figlio, non accadrà nulla. È nervosa alle partite, non può venirci, figuriamoci se si parla di suo figlio in prigione. Ma alla fine tutto è andato bene».

MESSI«Vorrei avere il record di Palloni d’Oro vinti. Mi piacerebbe e penso di meritarlo. Messi è fantastico, ma io ne merito 6, 7 o 8. Sono al di sopra di lui. Non siamo amici, ma abbiamo diviso il palcoscenico per 15 anni. Ho un buon rapporto con lui e mi ha spinto a essere migliore, come io con lui. Certamente è il migliore contro cui io abbia giocato».

IL MIGLIORE«Vorrei essere ricordato come uno tra i migliori della storia. Il migliore? Non so, ad alcuni piace questo ad altri piace quello. Uno dei migliori. Per me, io sono il numero uno. Per alcuni tifosi, no».

ARSENAL«È verissimo. Quanto ero vicino? Davvero molto, un passo soltanto. Non è successo, ma ho apprezzato molto quanto fatto dall’Arsenal per me, soprattutto Wenger, ma nel calcio non sai mai dove giocherai, la vita è così. Ho apprezzato l’Arsenal perché è un club fantastico».