I DIALOGOBBI - Dario Pellegrini: «Fagioli sfrutti ogni occasione»
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I DIALOGOBBI – Dario Pellegrini: «Fagioli sfrutti ogni occasione che avrà»

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Dario Pellegrini è il protagonista della nuova puntata de I DIALOGOBBI: le sue dichiarazioni in esclusiva per Juventusnews24

Puntata de I Dialogobbi nel giorno del compleanno della Juventus. E tra il significato del nostro nome e l’exploit di Fagioli non potevo che interrogare un ragazzo promettente. Dario Pellegrini lavora per Il Tirreno e si definisce «un sognatore». Anticipo la piacevole chiacchierata dicendo che ne abbiamo bisogno, di giovani e della forza dei loro sogni. E mica solo nel calcio.

Paolo: «Ciao Dario, con un giovane come te non è possibile non partire dal gol di Fagioli. Ti chiedo la tua emozione e ti spiego la mia. Non ho avuto nessun impulso nel pensare a Del Piero come poi logicamente si è fatto dopo. Un po’ perché Alessandro era un campione già annunciato e i gol alla Del Piero non sono arrivati subito e poi li considero sacri, vorrei più prove per fare i paragoni. Un po’ perché da Fagioli non mi aspettavo colpi simili e perciò l’effetto è stato quello della sorpresa. E poi perché istintivamente mi sono detto: “Qui solo così la portiamo a casa questa partita”. Raccontami anche come pensi possa essere utilizzato Fagioli e se ti aspetti che Allegri lo metta titolare in due partite così importanti come quelle con Psg e Inter».

Dario: «Il gol di Fagioli mi ha emozionato perché in lui e nei tanti ragazzi oggi debuttanti con la maglia bianconera riesco ad immedesimarmi maggiormente: siamo più o meno coetanei e, chiunque abbia amore per la maglia del proprio cuore, non può non apprezzare il coronamento del percorso dei vari Fagioli, Soulé, Iling e Miretti. Strade diverse ma ugualmente soddisfacenti. Dico la verità, vedendo il gol di Nicolò, nemmeno io ho pensato a Del Piero per il semplice fatto che non ho mai amato paragonare i calciatori di diverse epoche ma devo ammettere che le similitudini stilistiche fra il gol visto a Lecce e quello di Alex contro lo Steaua Bucarest sono sorprendenti. L’anno scorso Fagioli alla Cremonese ha regalato reti di pregevole fattura, ha dimostrato di essere un giocatore capace di determinare in ogni zona del campo ma così come dichiarato da Allegri, penso pure io che il suo destino sia quello di agire davanti alla difesa: già nel suo esordio in Coppa Italia contro la Spal, ai tempi di Pirlo, dimostrò di avere personalità e pulizia tecnica. Qualità che in Serie B ha saputo far maturare in corrispondenza all’impressionante personalità dimostrata sui vari campi della serie cadetta. Durante questo periodo il talentino bianconero ha passato pure dei momenti bui, tra Gennaio e inizio Marzo la compagine di Pecchia è sembrata calare a seconda delle prestazioni offerte da Nicolò: questo fa comprendere quanto pesasse il suo ruolo all’interno di quella squadra e quanto a un giovane debba essere concesso tempo pure per sbagliare. Ti ho seguito spesso in questi anni e tu mi insegni come alla Juventus la pazienza dei tifosi abbia delle tempistiche profondamente diverse rispetto ad altre realtà e, per questa ragione, faccio ancora fatica a vedere Fagioli titolare nella Juventus. Non credo perciò che possa prendersi una maglia sin dal fischio d’inizio in entrambe le partite. Il suo compito è quello di continuare a dimostrare in campo tutte le sue capacità e guadagnare posizioni sfruttando ogni singola occasione che gli verrà concessa. Di contro, anche alla luce delle assenze, auspico un suo maggior coinvolgimento da parte di Allegri: Fagioli non garantirà forza e dinamismo in copertura ma è un ragazzo che in contesti specifici può darti una mano nella fluidità di manovra. Una delle principali pecche nell’attuale forma mentis dei bianconeri. Concludo con un ammissione di colpe: sono un fatalista e, per questo, penso che alcuni segnali del destino non debbano essere ignorati. La Juve agli Juventini é uno slogan troppo spesso usato con fare populista e antitetico ma, al momento attuale, appare come una delle poche soddisfazioni a cui aggrapparsi».

Paolo: «Cosa pensi succederà col Psg? Io troverei intollerabile non entrare in Europa League. Non avere una dimensione internazionale penso che sia un ridimensionamento troppo forte per non pagare prezzi anche in Italia, al contrario di chi pensa che con meno impegni saremmo favoriti per una ripresa in campionato».

Dario: «Per quanto giocare la UEL possa significare un grosso dispendio di energie nel post mondiale anch’io avrei piacere di partecipare alla competizione. Non ho un’idea così malsana della rosa, penso ancora che questi ragazzi abbiano il dovere e le possibilità di fare meglio rispetto a quanto visto sin qui. L’obbiettivo è raggiungibile anche perdendo con il PSG, una partita da cui mi aspetto orgoglio e dignità ma non vedo grandi possibilità di mettere punti in cascina. I parigini hanno Neymar squalificato e, a giudicare dalle prestazioni offerte sin qua dal brasiliano, è una delle poche buone notizie da riporre nel vaso delle speranze. Volgerò inevitabilmente lo sguardo pure sulla partita di Haifa, la qualificazione in Europa League passa anche da quella partita».

Paolo: «Chi tra Juve e Inter si gioca di più domenica sera? Io opto per un 50-50%. Loro hanno fatto meglio di noi e stanno meglio di noi ma potrebbero provare la stessa tensione, non hanno più margini di errore. Che gara ti immagini?».

Dario: «É un big match e in queste occasioni difficilmente le percentuali si discostano troppo dal 50%. Certo è che l’Inter ha la possibilità di far continuare il momento nero della Juventus e, per questo, sarà interessante vedere come gli ambienti arriveranno alla sfida: stavolta non basterà più dire che i big match si preparano da soli. Abbiamo visto che, a questa Juve, non basta e del resto non mi immagino certamente che Allegri, in questo momento, possa ergersi al ruolo di condottiero. Sto cercando di vivere questo periodo buio con lucidità e, se oggi dovessero assicurarmi di vincere i restanti impegni di campionato contro Verona e Lazio, firmerei pure per il pareggio».

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