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Di Canio: «Juve, Chelsea, Allegri, Chiesa e scudetto: dico tutto»

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Di Canio ha rilasciato un’intervista a Tuttosport per parlare di Juve Chelsea e non solo. Le dichiarazioni

Paolo Di Canio, opinionista di Sky Sport, ha rilasciato un’intervista a Tuttosport in vista della sfida Juve Chelsea di domani sera.

JUVE CHELSEA – «Che Chelsea troverà la Juventus? Ferito dalla sconfitta contro il City, ma non meno consapevole della sua forza. Vorrà approfittare delle difficoltà della Juve e dell’assenza dei due che dovrebbero fare la differenza in attacco, Morata e Dybala. Per i bianconeri sarà dura, ma per il Chelsea non sarà facile: la Juve sta ritrovando compattezza».

ALLEGRI – «E’ stato bravo ad attingere alle basi del calcio e al 4-4-2 per riuscirci. Si copre il campo, c’è una regia magari non illuminante ma pulite con Bentancur e Locatelli. Ha affrontato la tempesta con semplicità e serenità: bravo Max, ma non è una sorpresa».

PARTITA DA JUVE – «Prima di tutto giocare una partita da Juve: di carattere e gagliarda. Mi sembra che adesso questo 4-4-2, anche arioso e offensivo con due ali, sia la scelta più solida. Può cambiare nell’interpretazione, per esempio spostando Chiesa a sinistra per facilitargli il tiro, viste le assenze di Dybala e Morata, e aiutare a riempire l’area: Kean si adatta bene, ma non è una prima punta classica. Serve una partita senza paura di farsi male e sapendo di poter far male».

SCUDETTO – «La Juve sta tornando a comportarsi da Juve a livello caratteriale e comportamentale, ci sono state alcune sfuriate che hanno fatto bene. Si è fatto leva sui giovani che vogliono emergere e vecchi leoni che danno il dna Juve. Questo fa ben sperare, però tra Champions, infortuni e la necessità di gestire Chiellini, qualcosa puoi perdere. La Juve ha abituato a tutto, ma non vedo le qualità della rimonta del 2015-16 mentre davanti ci sono tutte squadre con identità spaccate. Sarà dura, anche se per la Juve e Allegri che stimo tantissimo, spero di sbagliarmi».

CHIESA – «Deve migliorare nella gestione della situazione. Ogni tanto può permettersi di ripartire come un cavallo pazzo, ma deve rispettare la disciplina dei ruoli. Ha questa foga che ti fa impazzire, ma non sempre la squadra può seguirlo ed è stancante anche per lui».