Emre Can: «Allegri geniale. Con l’Atletico emozione incredibile. Il gesto di Ronaldo…»

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Emre Can parla della sua assenza in Nazionale, di Allegri e della rimonta con l’Atletico e del gesto di Ronaldo

Lunga intervista rilasciata ai microfoni della Bild da parte di Emre Can che torna a parlare delle emozioni provate nella notte contro l’Atletico, della geniale stratega di Allegri e della sua assenza in Nazionale.

LA MANCATA CHIAMATA CON LA GERMANIA – «Preferisco non parlare della non convocazione in Nazionale. Però dico una cosa: le mie prestazioni sono giudicate, rispetto alla Germania, in maniera diversa. L’assenza al mondiale? Ci ho sperato fino alla fine avendo giocato una finale di Champions League. In precedenza però ho saltato due mesi per infortunio quindi devo accettare la scelta. Ero rimasto deluso già dal fatto che nessuno dello staff mi avesse chiamato per chiedermi come stessi. Il mio obiettivo comunque resta essere convocato stabilmente in Nazionale».

LA GARA CONTRO L’ATLETICO – «Tatticamente non avevo mai giocato così: passavamo dalla difesa a 3 alla difesa a 4 con continuità  È stata una mossa geniale di Allegri, da giocatore di scacchi. Per la prima volta nella storia del club abbiamo ribaltato una sconfitta per 2-0 in Champions League. Finito l’incontro nello spogliatoio c’era grande emozione, raramente ho provato una cosa del genere. Da fuori è difficile capire quanta pressione ci fosse dopo la gara di Madrid. Volevamo mandare un segnale al mondo e far sapere che ci siamo ancora. Vogliamo vincere il titolo».

IL GESTO DI RONALDO – «Non voglio commentarlo. Dopo quello di Simeone all’andata va detto che uno come Cristiano, considerata la prestazione, è autorizzato a esultare come crede. Tutti nello stadio sapevano a chi fosse indirizzata l’esultanza. Mi trovo benissimo con lui, sono stato felicissimo per i suoi 3 gol perché all’andata per lui non è stato semplice. Ha dovuto ingoiare diversi bocconi amari e voleva rispondere. Ronaldo è un ragazzo molto tranquillo, con i piedi per terra. Non fa la star, mi impressiona parecchio. È il primo a salutare, ringrazia per qualsiasi cosa. Non si comporta così solo con noi compagni, ma con tutti. La gente sarebbe sorpresa di vedere quanto è normale».