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Evra svela su Tevez: «Mi disse di venire alla Juve. La verità è che si allenavano come pazzi e non voleva morire da solo»

Evra svela su Tevez: «Mi disse di venire alla Juve. La verità è che si allenavano come pazzi e non voleva morire da solo». Il retroscena raccontato dal francese
Il tempo non sembra aver scalfito l’amicizia tra Patrice Evra e Carlos Tevez. I due ex fuoriclasse si sono recentemente ritrovati sul canale YouTube “Shoot For Love”, ospiti di un altro ex compagno ai tempi del Manchester United, Park Ji-sung. L’incontro, avvenuto nella dimora argentina dell’Apache, si è trasformato in un viaggio tra i ricordi, con particolare enfasi sul periodo vissuto insieme a Torino.
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Tra i numerosi cimeli bianconeri conservati da Tevez, spiccano foto di esultanze iconiche e riproduzioni degli scudetti vinti, simboli di un legame mai interrotto con la “Vecchia Signora”. Divertente e inedito è il retroscena svelato da Evra riguardo al suo approdo alla Juventus nel 2014. “Zio Pat” ha confessato di aver consultato l’amico prima di accettare la proposta dei dirigenti torinesi:
«Conte, Pirlo, Buffon mi chiamavano per andare alla Juve. A quel punto ho detto: ‘Devo chiedere a Carlitos’. Lui mi risponde dicendo ‘Vieni, lo adorerai: qui è fantastico. Ma ti stai allenando?’ e io rispondo di sì, che sto facendo un po’ di bici. Lui incalza ‘Ma sei sicuro?’, io rispondo che sì, mi sto allenando bene».
Tuttavia, l’impatto con i carichi di lavoro del calcio italiano fu uno shock culturale e fisico per il terzino francese, che ha proseguito il racconto tra le risate dei presenti:
«Arrivo e dopo due giorni dico a Carlitos che me ne vado, che non voglio rimanere. A quel punto gli chiedo ‘Perché non mi hai detto che si allenano come pazzi?’, e Carlitos mi risponde ‘Perché non volevo morire da solo!’».
I due hanno condiviso lo spogliatoio juventino solo nella stagione 2014/15 sotto la guida di Massimiliano Allegri, un’annata leggendaria culminata con la vittoria dello Scudetto, della Coppa Italia e la finale di Champions League persa a Berlino contro il Barcellona. Nonostante la fatica degli allenamenti, quel sodalizio nato a Manchester e cementato a Torino resta uno dei più iconici della storia recente bianconera.