Gattuso juventino d’adozione: ora più che mai, anche da avversario

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Gattuso juventino d’adozione: ora più che mai, anche da avversario nella finale di Coppa Italia. Lo dimostra l’affetto dei tifosi bianconeri

«La stima e il rispetto che portiamo per te è di vecchia data, così come quelli che tu hai sempre rivolto a noi. Saremo rivali da vicino, ma sin da ora ti abbracciamo tutti forte da lontano!», è solo uno dei tanti messaggi che i tifosi della Juventus hanno destinato, commossi, a Gennaro Gattuso nelle ultime ore. L’affetto è l’unico sentimento che si avverte quando il tecnico del Napoli si presenta davanti alle telecamere con gli occhi lucidi nel post Inter. Il primo pensiero va alla famiglia, alla sorella scomparsa tragicamente all’età di 37 anni. Un dolore immenso nella sua voce, ma addomesticato. Il secondo alla partita appena disputata, il terzo alla finale conquistata contro i bianconeri.

La numero tre – tutte con la Juve – nella carriera da allenatore di Gennaro Gattuso. Sulla panchina del Milan gli è andata male: nel 2017 in Coppa Italia fu cappotto per 4-0, nel 2019 1-0 in Supercoppa a firma Cristiano Ronaldo. Flash che sicuramente gli baleneranno nella testa – tra le altre cose più importanti – in questi giorni. «La Juventus mi ha sempre dato la sensazione di avere grande mentalità e senso di appartenenza. Tutti i giocatori che vestono la maglia della Juventus sono orgogliosi… Ho sempre invidiato questa cosa», disse tre anni fa facendo breccia nel cuore dei tifosi bianconeri, che oggi quasi lo adottano a distanza. L'”essere avversari” non è mai stato concetto tanto vincolato a un rettangolo verde. Mai tanto un modo di dire.

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