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Giletti sicuro: «Spalletti sta facendo i miracoli alla Juve. Ecco chi dovrebbe scegliere i giocatori»

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Giletti sicuro: «Spalletti sta facendo i miracoli alla Juve. Ecco chi dovrebbe scegliere i giocatori». Le parole del noto tifoso bianconero

Nel dibattito sulla crisi del calcio italiano e sulla ricostruzione della Juventus, Massimo Giletti interviene con un’analisi netta ai microfoni di Tuttomercatoweb. Il giornalista pone l’accento sulla necessità di riportare la competenza tecnica al centro delle decisioni, esaltando il lavoro svolto finora da Luciano Spalletti a Torino.

Giletti traccia un parallelo tra l’attuale guida tecnica bianconera e l’epopea azzurra di Antonio Conte: «Conte ci ha fatto quasi vincere contro la Germania con Pellè cenravanti… Ha fatto i miracoli, come Spalletti sta facendo alla Juventus oggi. Conte è un numero uno ovunque va, ha la capacità di ripartire da zero, come serve al calcio italiano. L’artefice di questo miracolo, di quello che si intravede oggi nella Jue è solo Spalletti. I giocatori sono gli stessi, non è un piccolo tassello, ma un mattone da cui costruire la nuova Juventtus».

Secondo Giletti, il futuro della Signora deve poggiare su basi solide, fatte di uomini che conoscono profondamente il campo e le dinamiche di spogliatoio. In quest’ottica, la figura di Giorgio Chiellini diventa imprescindibile: «Che deve affidarsi a Spalletti e Chiellini. Chiellini deve salire a ruoli importanti, decisionali. Il calcio deve tornare in mano a chi ha fatto calcio, i manager facciano i manager. La scelta dei giocatori la faccia chi è competente, non chi sceglie con gli algoritmi».

Il discorso si allarga poi alla crisi della FIGC e alla successione di Gabriele Gravina, giudicato severamente per i fallimenti dell’ultimo decennio. Sebbene la stima per Giovanni Malagò sia elevata, Giletti invoca figure alla Paolo Maldini per rilanciare il movimento nazionale: «Stimo moltissimo Malagò, un numero uno assoluto, sarebbe un’altra strada certamente: ha vinto, ha costruito, ha fatto bene. Però credo che oggi serva un uomo di calcio, che abbia fatto calcio. Maldini è stato anche un grande dirigente. La prima ricostruzione del Milan dai disastri del post-Berlusconi è partita da Maldini. Servono nomi come il suo. Gravina è stato fallimentare. Questi problemi del calcio italiano li conosciamo da più di 12 anni, da tre Mondiali mancati. Sono poche le squadre che hanno una struttura del settore giovanile forte, oggi».

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