Hanno Detto
Hiljemark si lecca le ferite dopo Juve Pisa: «Mentalmente era difficile. La vita è così ma dobbiamo lavorare con umiltà per finire in maniera orgogliosa la stagione»

Hiljemark, allenatore del Pisa, ha parlato così dopo la sconfitta con la Juventus a DAZN e Sky. Le sue dichiarazioni
Una sconfitta dal sapore amaro, maturata dopo un avvio incoraggiante che aveva fatto sperare in un epilogo decisamente diverso. L’allenatore del Pisa, Oscar Hiljemark, ha commentato lucidamente il crollo dei suoi ragazzi ai microfoni di DAZN e Sky Sport al termine della difficile trasferta contro la Juventus.
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L’analisi del match: crollo verticale dopo un buon avvio
Il mister ha voluto inizialmente sottolineare l’ottima prima parte di gara disputata dai suoi, rammaricandosi però per gli errori decisivi concessi a inizio ripresa. A DAZN ha infatti dichiarato:
“Abbiamo fatto benissimo nei primi 50′ con due grandi occasioni. Loro hanno fatto un bel gol, ma noi abbiamo sbagliato noi e poi abbiamo regalato il secondo, a quel punto fuori casa contro una squadra come la Juventus è diventato tutto più difficile”.
Un concetto ribadito con toni ancora più severi ai microfoni di Sky Sport, puntando il dito contro le amnesie difensive:
“Nei primi 50 minuti abbiamo fatto bene, poi le cose si sono fatte difficili ma non abbiamo mantenuto lo stesso livello in difesa. Da lì in poi abbiamo giocato in un modo che non voglio più vedere. Abbiamo regalato i primi tre gol, non può succedere a questo livello.”
Sulle occasioni mancate nei primi minuti, ha aggiunto con rimpianto:
“Certo, se avessimo segnato all’inizio sarebbe stata un’altra cosa. Dobbiamo essere bravi ad attaccare, loro lo sono stati più di noi, specie da quando hanno sbloccato la partita.”
Il contraccolpo mentale e il blackout finale
L’uno-due repentino dei padroni di casa ha tagliato inevitabilmente le gambe al Pisa. L’allenatore ha provato a spiegare il crollo psicologico della squadra nei minuti conclusivi:
“Mentalmente era difficile, il gol ha cambiato la partita. Poi abbiamo regalato il secondo subito dopo, in una stagione così diventa più difficile. Si deve giocare anche gli ultimi minuti con la voglia di far bene, ma non lo abbiamo fatto”.
Gli obiettivi: umiltà, salvezza e programmazione
Nonostante la delusione, lo sguardo deve essere necessariamente rivolto ai prossimi, delicatissimi impegni. Il tecnico ha tracciato la rotta per rialzarsi:
“La vita è così, non ci sono solo situazioni positive. Dobbiamo lavorare ogni giorno con umiltà per uscire da questa situazione, per finire in maniera orgogliosa la stagione. La strada è lunga, credo tanto in questo club e anche i ragazzi nello spogliatoio. Da domani lavoreremo ancora più forte, bisogna trovare altri obiettivi oltre ai tre punti”.
Infine, una riflessione lucida sulla filosofia del club e sugli obiettivi a lungo termine, a conferma di un progetto che va oltre la singola stagione:
“Noi come club e io come allenatore vogliamo fare un lavoro non solo per i tre punti, ma anche per i tifosi. Pensiamo alla salvezza finché possiamo, poi è chiaro che io lavoro anche sul lungo periodo perché il mio contratto non è in scadenza. Voglio vedere di più.”
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