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Inchiesta arbitri, via alla fase due: Schenone sentito ieri per oltre tre ore, nessun contatto significativo tra lui e Rocchi. Novità

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Inchiesta arbitri, la Procura allarga il raggio delle indagini ascoltando Schenone e Tommasi per fare luce sui rapporti con l’ex designatore Rocchi

L’inchiesta arbitri entra ufficialmente nella sua seconda fase operativa, portando nuovi e importanti protagonisti davanti alla Procura. Ieri, Giorgio Schenone, club referee manager dell’Inter, è stato sentito per oltre 3 ore dagli inquirenti impegnati nel caso. Al centro del lungo colloquio ci sono i rapporti personali con l’ex designatore Gianluca Rocchi, già menzionato in alcune intercettazioni ambientali. Tuttavia, dai primi riscontri non sembrano emergere contatti diretti significativi o particolari anomalie nelle conversazioni captate dagli esperti. Il pubblico ministero intende però chiarire con precisione il confine sottile tra le legittime rimostranze di un tesserato e il tentativo di esercitare pressioni indebite per condizionare le scelte tecniche sul campo. Si scava nell’incontro avvenuto il 2 aprile a San Siro, cercando di identificare con certezza chi avrebbe agito “in concorso” con il dirigente sospeso.

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Oltre al dirigente nerazzurro, gli inquirenti hanno ascoltato con attenzione le deposizioni di Dino Tommasi e Antonio Zappi. Il primo, nuovo designatore di Serie A e B, è stato interrogato per oltre 2 ore insieme all’ex presidente dell’AIA per fornire dettagli tecnici. Il pm Ascione ha analizzato minuziosamente documenti e audio relativi al funzionamento della sala VAR di Lissone e ai meccanismi che regolano le designazioni ufficiali settimanali. L’intenzione della magistratura è quella di allargare il raggio dell’indagine, coinvolgendo figure legate a club diversi e con ruoli differenti all’interno dell’organigramma sportivo. Non si esclude che nelle prossime settimane possano essere convocate altre personalità per verificare la natura di ogni contratto o legame professionale che possa aver influenzato l’andamento dei 90 minuti delle sfide di campionato disputate finora.

Da lunedì prossimo riprenderanno le audizioni con l’obiettivo di unire i tasselli di un mosaico estremamente complesso. La Procura sta cercando di mappare i rapporti esistenti nel mondo arbitrale per determinare se esistano i presupposti legali per parlare di frode sportiva. Ogni conversazione avuta dall’ex designatore viene passata al setaccio per verificare il superamento del limite della legalità. La trasparenza del sistema è sotto la lente d’ingrandimento e la volontà di fare totale chiarezza appare evidente a tutti gli osservatori. Resta da stabilire chi siano i soggetti che avrebbero collaborato alle condotte contestate, in un’indagine che promette di scuotere le fondamenta delle istituzioni calcistiche.

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