Juve Fiorentina Primavera: due vivai ai raggi X. I talenti sbocciati nel decennio

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Juve Fiorentina Primavera: due vivai ai raggi X. I talenti sbocciati nell’ultimo decennio e cresciuti nelle due squadre

Secondo atto, quello decisivo, quello cruciale tra Juve Primavera e Fiorentina, attese dalla semifinale di ritorno di Coppa Italia. L’1-1 dell’andata ha lasciato un retrogusto agrodolce ai ragazzi di Lamberto Zauli che, nella cornice dell’Ale&Ricky di Vinovo, avranno un solo diktat: staccare il pass per la finalissima della competizione. Un duello infinito tra le due squadre, riscritto nella tradizione anno dopo anno dai protagonisti in campo. Lente d’ingrandimento puntata sull’ultimo decennio di Juve Fiorentina Primavera, con i talenti che hanno calcato il terreno di gioco della sfida per poi scalare le gerarchie fino ad arrivare all’ambito palcoscenico della Serie A.

2010-2015: mirino puntato sui giovani emergenti

La tradizione di Juventus e Fiorentina legata alle rispettive cantere ha sfornato diversi gioielli che si sono messi in mostra nella massima serie italiana. 2010/2011 ricco di giovani scommesse in bianconero: un quartetto di nomi in difesa a segnare subito un’importante pagina di storia. Magnusson, poi sbocciato in Serie A al Cesena nel 2014/15, Sorensen, che dopo l’esordio in A con la Juve è transitato nel Bologna e nell’Hellas Verona, e la coppia di terzini De Ceglie-Spinazzola che in epoche diverse hanno calcato la corsia mancina della Vecchia Signora. Il Lecce e il Cagliari, invece, rispettivamente nel 2011/2012 e nel 2016/2017, hanno abbracciato Giandonato e Giannetti, due ‘meteore’ nel campionato di Serie A. Più fortuna in A ce l’ha avuta Buchel, che al Bologna, all’Empoli e all’Hellas Verona ha saputo ritagliarsi uno spazio importante. 2011/2012 impreziosito dalla presenza in Primavera di Roman Chibsah, che dopo aver impressionato nel vivaio bianconero è cresciuto anno dopo anno nella massima serie: Sassuolo, Frosinone e Benevento le tappe della sua carriera calcistica.

Nel 2012/2013 un quartetto che denota la bontà del lavoro svolto nel settore giovanile: Audero in porta, attualmente portiere titolare della Sampdoria con un passato da terzo portiere alla Juve, Rugani e Romagna centrali (il primo ora nel pacchetto arretrato di Sarri, il secondo elemento importante al Cagliari di Maran) e Mattiello a sinistra, protagonista di un percorso di maturità importante in A (Chievo, Spal, Atalanta, Bologna e Cagliari). Due ‘meteore’ anche nel 2013/2014, con i nomi di Vitale e Bouy a diventare noti agli onori delle cronache rispettivamente per un esordio in Serie A in un Parma Juve del 2015 e per una prima parte di stagione al Palermo nel 2016/2017. La faretra delle giovani promesse si arricchisce di frecce preziose nel 2014/2015, quando a vestire la maglia della Primavera sono alcuni ’97 di grande spessore. Lirola in difesa, tra Sassuolo e ora Fiorentina per spiccare il volo, Cassata e Tello a centrocampo, con il primo attualmente al Genoa e il secondo transitato al Cagliari e all’Empoli. Punto forte, poi, Favilli in attacco, che in questa stagione al Genoa sembrerebbe aver trovato la sua Itaca.

Il quinquennio florido che ha interessato la Juve si è riversato con pari effetti anche in casa Fiorentina. Nel 2010/2011, i pali della Primavera erano difesi da Seculin, cresciuto in viola fino a spiccare il volo verso la Serie A con le maglie di Chievo e Sampdoria. Apparizioni in A anche per Camporese, che dopo la parentesi positiva in massima serie con la Fiorentina è stato protagonista anche con l’Empoli. Piccini, ora al Valencia ma debuttante con la Viola il 5 dicembre 2010 in prima squadra, Empereur (punto fermo del Verona), Bittante (Empoli e Cagliari) tra i difensori di quell’anno. Un tridente di tutto rispetto, invece, ha caratterizzato la Primavera fino a calcare i campi del nostro campionato: Matos, che tra Fiorentina, Carpi, Udinese e Verona si è fatto conoscere al grande pubblico, Seferovic che, dopo due parentesi sfortunate alla Viola e al Novara è diventato un attaccante importante all’estero, con le maglie di Real Sociedad, Eintracht Francoforte e ora al Benfica. Chiude il cerchio Iemmello, autore di 5 gol in 17 presenze nel 2016/2017 al Sassuolo.

Babacar e Bernardeschi a rimpolpare di qualità il reparto offensivo nel 2011/2012, con il primo, ora al Lecce, a diventare celebre tra Fiorentina e Sassuolo in A e il secondo che, dopo aver scritto la storia viola dal 2014 al 2017, è passato alla Juventus. Nel 2012/2013 Lezzerini ha difeso i pali gigliati, fino a collezionare tre presenze in prima squadra fino al 2017. Insieme a lui, in quella Primavera, c’erano anche Mancini (sbocciato poi all’Atalanta prima del trasferimento alla Roma) e Venuti, rientrato in questa stagione in A alla Fiorentina. Il 2013/2014 è stato caratterizzato dalla presenza di Petriccione, protagonista in questa stagione con il Lecce, mentre dal 2014/2015 ha brilatto la stellina di Federico Chiesa, ora uno dei pilastri della prima squadra viola.

2015-2020: talenti in cerca di consacrazione

Tanti talenti a caccia di consacrazione anche nell’ultimo quinquennio per la Vecchia Signora. 2015/2016 roseo dal centrocampo all’attacco, con Caligara (esordiente in Champions League con il Barcellona il 12 ottobre 2017 e poi passato al Cagliari), Kastanos (in Serie A con il Pescara), fino ad arrivare alla stellina Moise Kean, rivelazione della passata stagione con la maglia bianconera ed ora volato in Premier League all’Everton. 2016/2017 con un poker di talenti sbocciati tra i professionisti: Rogerio e Tripaldelli, entrambi cresciuti in A con il Sassuolo, Leris e Matheus Pereira, rispettivamente maturati al Chievo e Digione, con quest’ultimo trasferitosi ora al Barcellona dopo aver esordito con la Juve nella passata stagione. Nel 2018/2019, invece, Massimiliano Allegri concesse l’esordio a tre giovani della Primavera: Nicolussi Caviglia, attualmente al Perugia, Portanova e Gozzi, che misero a referto la prima apparizione contro Sampdoria e Spal.

Il lavoro svolto dalla Fiorentina negli ultimi cinque anni in Primavera ha visto il conseguente riflesso in questa stagione in prima squadra. Dal 2015/2016 fino ad oggi, i maggiori prospetti del settore giovanile sono i giovani che fanno stropicciare gli occhi ai tifosi presenti in tribuna. Dragowski, Ranieri, Castrovilli, Sottil e Vlahovic: un mix tra professionalità e lungimiranza nello scovare questi baby talenti e, giorno dopo giorno, accompagnarli nel percorso di crescita fino a farli diventare punti fermi della propria prima squadra.

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