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Juve Genoa, allievo contro maestro: a cosa dovrà stare attento Spalletti. I punti di forza del Grifone di De Rossi, analisi tattica

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Juve Genoa, analisi tattica della sfida dell’Allianz Stadium tra l’allievo – Daniele De Rossi – e il maestro – Luciano Spalletti

Il posticipo del lunedì di Pasquetta all’Allianz Stadium vedrà la Juventus ospitare il Genoa di Daniele De Rossi, una squadra capace di alternare prestazioni altalenanti a lampi di calcio estremamente verticale e letale.

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Analizzando i 41 gol segnati finora dal Grifone in stagione (tra campionato e Coppa Italia), emerge un quadro tattico ben preciso. I rossoblù non sono una squadra che si affida al caso: hanno codificato alcune giocate specifiche che li rendono estremamente pericolosi in determinate situazioni di gioco. Per la retroguardia di Luciano Spalletti, l’attenzione dovrà essere massima. Ecco, nel dettaglio, le tre insidie maggiori che la Juventus dovrà disinnescare.

  1. L’asse Martin-Ostigard su palla inattiva
    Se c’è uno schema che De Rossi ha perfezionato, è quello sulle punizioni laterali o dalla trequarti. L’estermo sinistro Aaron Martin è dotato di un mancino educatissimo, capace di calciare traiettorie tese e velenose. La vera arma letale, però, è la torre designata: Leo Ostigard. Il difensore norvegese ha già segnato ben 5 gol in campionato, quattro dei quali nati esattamente dallo stesso schema: punizione lunga di Martin da lontano e deviazione aerea di Ostigard da pochi passi (vittime illustri Sassuolo, Fiorentina, Cagliari e Verona). La Juventus non potrà permettersi distrazioni o marcature leggere a zona quando il pallone sarà fermo sui piedi di Martin.
  2. L’attacco alla Profondità
    Il Genoa non è una squadra che ama speculare o palleggiare all’infinito. Ben 8 reti stagionali sono arrivate attaccando direttamente la profondità, bucando le difese avversarie alte con filtranti chirurgici. Ruslan Malinovskyi (spesso in veste di rifinitore, con 3 assist a referto) è l’uomo chiave per queste imbucate repentine, pronte a innescare le punte. Lorenzo Colombo (capocannoniere della squadra con 6 reti totali) e Vitinha sono efficaci nel dettare il passaggio oltre la linea dei difensori. Emblematica la rete di Vitinha contro l’Inter, nata da un lancio lungo di Martin, o le due reti di Colombo contro Milan e Cagliari su assist del trequartista ucraino. I centrali bianconeri dovranno leggere con attenzione i tempi di smarcamento e non farsi sorprendere alle spalle.
  3. Il pericolo dei tiri da fuori
    Quando il Genoa fatica a trovare sbocchi in area di rigore, ha i tiratori per risolvere la partita dalla media e lunga distanza. I rossoblù hanno colpito 5 volte da fuori area in questa stagione. Oltre alle consuete conclusioni dalla distanza del “cecchino” Malinovskyi (sua la bellissima rete al volo contro il Sassuolo) e di Junior Messias (tiro a giro col Bologna), occhio alla soluzione personale di Vitinha e Frendrup. La Juventus dovrà accorciare rapidamente sui portatori di palla al limite dell’area per evitare di subire gol evitabili su conclusioni balistiche.
    Un dettaglio da non sottovalutare: se il Genoa si presenta dal dischetto, la statistica sorride a metà per gli avversari. Malinovskyi è bravo, tira centrale e forte, ma in questa stagione i liguri hanno già fallito 3 rigori con Cornet, Colombo e Stanciu.

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