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Juve, il problema non è solo il gol: perché David e Openda stanno deludendo

Avatar di Francesco calabro

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Erano stati presi per fare la differenza, oggi il campo rimette tutto in discussione tra aspettative, carattere e scelte di mercato

Alla Juventus il problema non è più solo la mancanza di gol. Il punto, molto più profondo, riguarda le ragioni stesse che hanno portato all’acquisto di David e Openda. Due attaccanti accolti come colpi importanti, oggi al centro di un dibattito che va oltre il rendimento.

Cosa dovevano garantire
L’idea di partenza era chiara. Jonathan David doveva essere l’attaccante da dialogo, associativo, capace di legare il gioco. Loïs Openda, invece, il riferimento per la profondità, l’aggressività, la ferocia negli spazi. Due profili complementari, non alternativi, scelti per dare soluzioni diverse allo stesso problema.

Il nodo caratteriale
La sensazione è che manchi proprio ciò che ci si aspettava in più: personalità, cattiveria, leadership offensiva. Openda sembra offrire qualche segnale in più rispetto a David, ma non abbastanza. E quando un rigore viene calciato in modo esitante, il tema non è solo tecnico: è mentale. Eppure, qualcosa si è inceppato. Non solo sotto porta.

Non erano scommesse
Qui sta il punto chiave. La Juve non ha preso due bidoni, né due scommesse low-cost. Al contrario, sono stati accolti come colpi di mercato veri, così come Douglas Luiz, Teun Koopmeiners e Nico González. A David è stato garantito uno stipendio da top player, segno di aspettative altissime.
Se la Juve avesse preso un profilo come Lorenzo Lucca, il giudizio sarebbe stato diverso: prospetto, crescita, attesa. Qui no. Qui si parlava di giocatori pronti.

Quando il campo ribalta tutto
Il calcio, però, decide sempre sul campo. E la storia è piena di giocatori fortissimi sulla carta che non hanno reso. È quello che la Juve sta vivendo ora: un investimento che non sta producendo le risposte attese.

La lezione per il futuro
Il messaggio è chiaro: non basta pensare “è forte, segnerà”. Non funziona più. Il prossimo attaccante, se arriverà, dovrà essere una scelta chirurgica, basata su contesto, carattere e compatibilità reale. Perché il problema, oggi, non è solo chi segna poco. È perché certe certezze si sono sgretolate così in fretta.
Un interrogativo che pesa sul presente e, soprattutto, sul futuro della Juventus.

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