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Juventus, 6 clean sheet nelle ultime 7 partite. Non solo la difesa, cosa c’è dietro la solidità ritrovata per i bianconeri

Juventus, l’analisi della solidità difensiva ritrovata per i bianconeri: 6 clean sheet nelle ultime 7 partite. Ecco cosa c’è dietro
Sei clean sheet nelle ultime sette partite: la Juventus ha eretto un muro invalicabile. Una difesa da record, capace di blindare la porta quasi ininterrottamente, concedendo una sola rete (nell’1-1 interno contro il Sassuolo) nelle ultime settimane. Eppure, dietro questa solidità di proporzioni enormi, il bunker bianconero ha vissuto i suoi brividi, superando indenne occasioni che avrebbero potuto rovinare questa striscia immacolata.
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Già nel 4-0 contro il Pisa l’avvio è stato complesso: al 3′, un colpo di testa di Moreo da cross dalla trequarti ha esaltato i riflessi di Perin, con Angori che sulla respinta si è visto deviare in corner un tiro velenoso. Maggiori i rischi nella trasferta di Udine (0-1): nel primo tempo, da una semplice rimessa laterale, una dormita di McKennie ha armato Atta, il cui tiro da vicino è uscito di poco. Nella ripresa, su assist di Davis, Kalulu è stato tagliato fuori e solo un ripiegamento provvidenziale di Cambiaso ha sbilanciato Ekkelenkamp al momento della deviazione sottomisura.
A blindare il 2-0 sul Genoa ci ha pensato Di Gregorio con un doppio miracolo assoluto al 74′: prima ha neutralizzato il rigore a incrociare di Martin con un prodigioso riflesso della mano di richiamo, poi ha parato anche il suo rabbioso tiro al volo sulla ribattuta. Ma è contro l’Atalanta (0-1) che la retroguardia ha tremato di più: dopo un diagonale di Zalewski uscito di un soffio (su palla persa di Yildiz), Scalvini ha centrato il palo su punizione approfittando di un Kalulu fuori giri. I bergamaschi ci hanno provato in ogni modo, dalla rovesciata di Krstovic alle incornate in area di Djimsiti e Scamacca, ma la porta è rimasta stregata.
Infine, l’aiuto dei legni. Nel 2-0 sul Bologna, dopo un diagonale fuori di Orsolini agevolato da una chiusura molle di Kelly, Rowe ha colpito il palo a botta sicura su cross rasoterra di Zortea. Stesso copione nello 0-0 di San Siro contro il Milan: Di Gregorio ha sbarrato la strada a Rabiot, mentre nella ripresa un’azione rossonera da rugby ha portato Saelemaekers a stampare il pallone sulla traversa su assist di Leao, prima dell’efficace muro di McKennie su Fofana.
Insomma, una difesa fenomenale: blindata dall’organizzazione, esaltata dai suoi portieri e baciata da quel briciolo di buona sorte indispensabile per le grandi imprese, qual è essere diventata la migliore in Europa nell’ultimo periodo