Hanno Detto
Kalulu non ha dubbi: «Sogno scudetto? Contro il Napoli sarà tosta: questi i mesi più importanti». Poi il retroscena sull’esultanza contro il Benfica e le parole su Tonali!

Kalulu sicuro: il difensore avverte sulle insidie del big match e ricorda la lezione di Mike Maignan nell’anno del tricolore del Milan
Alla vigilia di una delle sfide più attese del campionato, Pierre Kalulu si è confessato in una lunga intervista a Tuttosport, tracciando la rotta per il big match contro il Napoli. Il difensore francese, ormai colonna portante della retroguardia di Luciano Spalletti, non si fida delle assenze che colpiranno la squadra di Antonio Conte, consapevole che in queste partite la tensione nervosa conta più della tattica. La sua analisi parte proprio dalle insidie che nasconde la gara dello Stadium, prevista per domani. Focus anche sulla possibilità scudetto.
JUVE-NAPOLI – «Me l’aspetto tosta. All’inizio, magari, un po’ chiusa. Le loro assenze per noi contano poco: hanno una squadra che si conosce bene, hanno automatismi specifici. E quando è assente qualcuno, ce n’è un altro pronto a prendere il suo posto. Conta fare bene, non conta chi affronteremo. Sarà una partita importante e decisiva, ma poi ne mancheranno altre 17…».
SOGNO SCUDETTO – «La vittoria ci darebbe tre punti, a loro zero. Ci aiuterebbe solamente a stare meglio, ma sarebbe ugualmente lunga. L’ho sempre detto, anche in altri momenti: dobbiamo affrontare ancora febbraio e marzo. Saranno mesi più importanti e determinanti per il campionato».
Sui risultati ottenuti e sul fattore esperienza ha affermato:
RISULTATI – «Mi alleno tutti i giorni con i miei compagni, ho sempre visto le possibilità che abbiamo. Voi, senza offesa, guardate solamente il risultato finale. Io ho sempre notato la nostra preparazione e quanto si produceva: alcune cose ci sembravano lontane dalla realtà che vivevamo. E alcune cose sono andate semplicemente storte, altre invece sono andate meglio. Comunque, domani, sarebbe solamente un tassello. Come mercoledì e come la partita successiva. Gennaio è importante per mettere a posto, però non decide».
FATTORE ESPERIENZA – «Importa poco, alla fi ne. Forse più in Champions, ma in campionato direi di no. Quando ho vinto, al Milan, c’erano solo Ibrahimovic e Maignan ad aver sollevato un trofeo. Ci aiutavano con qualche parola particolare, erano sicuramente lì per noi. Ricordo una volta, proprio con la Juve…. Era terminata 1-1, era l’anno dello scudetto e tutti eravamo molto arrabbiati: ci sembrava un’occasione persa, in una partita che avremmo potuto vincere. Mike Maignan ci disse: “Vero, potevamo portare a casa tre punti, ma dobbiamo metterci in testa di averne guadagnato uno”. Ogni punto conta. E infatti ricorderete: il campionato si è deciso pure lì, mentre ai tempi l’Inter pareva lontana. Bisogna mantenere la testa fredda, stare sul pezzo e contare ogni lunghezza».
RENDIMENTO – «Sono contento, in realtà. Perché da un po’ di tempo sto lavorando nella maniera corretta per aiutare il mio fi sico: voglio essere pronto per poter mettere sempre più minuti e per dare davvero il massimo senza avere poi problemi. Mi rende davvero felice, a patto però che questo allenamento sia sempre abbinato alla qualità: rimane fondamentale».
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Kalulu svela la nascita dell’esultanza contro il Benfica: le parole
L’importanza delle figure di Maldini e Chiellini nella sua carriera e come nasce l’esultanza nell’ultimo match di Champions contro il Benfica.
ESULTANZA BENFICA – «A merenda, prima del match. Ci siamo chiesti come avremmo potuto celebrare un gol e credo che l’idea sia stata di Thuram, poi pure autore della rete. Per fortuna è stato tutto perfetto: nessuno guardava altrove (ride, ndr)»
VICE KALULU – «Non è un problema mio. Io devo solo essere pronto e poi il mister fa le sue scelte. Quando mi fa giocare, naturalmente sono contento e do il massimo per ripagare la fi ducia».
MALDINI E CHIELLINI – «Sono persone molto importanti. E si assomigliano anche in una qualità particolare: hanno la parola giusta senza essere pesanti e senza superare il mister. Sono dettagli che ti aiutano, sembrano piccole cose a cui non fai nemmeno occhio. Però quello che ti dicono, ciò che vedono, sai bene quanto possa fare la diff erenza. Poi ovviamente per loro parla la carriera fatta. E io sono molto orgoglioso».
Inoltre, sul sogno di giocare il mondiale e sul sogno Juve a centrocampo, Sandro Tonali, suo ex compagno di squadra, ha dichiarato:
SOGNO MONDIALE – «Per un calciatore ovviamente è un sogno, poi dipenderà da quanto bene farò con la mia squadra: è questo ad aprirmi tante porte, trasformandolo a tutti gli effetti un obiettivo. Però ci sono ancora un po’ di mesi, c’è tempo e spazio. E tanto campionato».
SU TONALI – «Sandro è un amico. Abbiamo vinto lo scudetto insieme e a lui sono molto legato. È un giocatore forte, ma ora siamo in due squadre diverse. Gli auguro il meglio e dico che sono contento dei giocatori con cui sono adesso in squadra. Poi…».
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