LAVAGNA TATTICA – Douglas Costa e la prevedibilità del secondo tempo

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douglas costa juve
© foto www.imagephotoagency.it

A due facce la partita contro il Milan. Eccezionali i primi 35′, molto meno il resto del match, con la Juve un po’ prevedibile nel basarsi su Douglas Costa

Per la prima volta, la Juve di Sarri è scesa in campo con un 4-3-3 in cui Cristiano Ronaldo è partito da una posizione di centravanti. Douglas Costa agiva largo a sinistra mentre Dybala, partendo da destra, ha svariato su tutto il fronte offensivo. Nella mezz’ora iniziale, la Juve era estremamente fluida, con ottime combinazioni sugli esterni e un’area riempita tutto finalmente bene, in tanti modi. Soprattutto nelle palle dal fondo, con la squadra che ha sfruttato bene l’ampiezza.

In particolare, come si vede in questa azione, era Matuidi che occupava il centro dell’attacco nei cross, accompagnando così Cristiano Ronaldo. Proprio il francese, su un cross di Danilo da destra, ha sfiorato il gol con una bella zampata al volo.

 

I bianconeri sono però diventati sempre più prevedibili, per diversi motivi: tra tutti, l’assenza di profondità. Con attaccanti che liberano spesso il centro dell’attacco, è necessario che gli interni si buttino costantemente senza palla, ma sia Matuidi che (soprattutto) Bentancur hanno grossi limiti in questo. Si sono visti pochi smarcamenti di qualità, con una occupazione negativa del centro dell’attacco, che ha portato al difetto principale della Juve di Sarri: ossia, l’estrema prevedibilità quando si attacca un blocco basso. Se nei cross si sono visti, nei primi 35′, diversi passi avanti, la rifinitura centrale continua a essere lacunosa, mancano mezzali tecniche.

Con poche idee e una circolazione centrale troppo lenta, nel secondo tempo i bianconeri sono stati “pigri”: sostanzialmente, si limitavano (con passaggi che di solito partivano da Bonucci) ad allargare il gioco a sinistra verso Douglas Costa, nella speranza che buttasse palloni in mezzo. Un esempio nella slide sopra, in cui il brasiliano tra l’altro è raddoppiato. Questo è stato uno dei pochi modi con cui, nella ripresa, la Juve ha provato a segnare. Va poi aggiunto che i bianconeri devono attaccare meglio l’area in questi frangenti, non sempre i cross dal fondo (alti o bassi che siano) vengono sfruttati nel migliore dei modi.

Comunque, la rifinitura centrale della Vecchia Signora ha prodotto poco o nulla nella ripresa, nonostante l’inferiorità numerica del Milan. Passano i mesi, ma la Juve di Sarri continua ad avere gli stessi problemi, tra cui un’eccessiva sterilità offensiva. I fraseggi interni non hanno ancora l’efficacia che si augura l’allenatore.

 

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