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LAVAGNA TATTICA – Kulusevski è decisivo su Brozovic: il pressing della Juve blocca l’Inter

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Il pressing della Juve ha messo in grossa difficoltà il palleggio dell’Inter. Decisivo il ruolo di Kulusevski su Brozovic

Un pressing efficace

Al netto degli episodi, la Juventus ha nel complesso vinto meritatamente contro l’Inter. Pur non disputando una prestazione scintillante dal punto di vista tecnico, i bianconeri hanno dimostrato tutt’altro agonismo e intensità rispetto agli ultimi mesi. Certo, le diverse motivazioni tra le due squadre hanno influito, visto che i nerazzurri sono scesi in campo senza la solita cattiveria e brillantezza. Tuttavia, per una volta la Juve è stata costante nel proprio piano gara: abbiamo visto tante volte i bianconeri impattare con intensità il match per poi abbassarsi subito dopo pochi minuti, lasciando il pallino del gioco in mano agli avversari.

Non è stato però così ieri sera. La Juventus, nel primo tempo, è riuscita a pressare in avanti per tutti i 45′, mettendo in seria difficoltà un’Inter che pure è forse la formazione più sicura e abile di tutta la Serie A nel costruire dal basso. Il rischio, come avvenuto nel match di Reggio Emilia, era quello di concedere praterie alle spalle. La Juventus è stata invece aggressiva, precisa e soprattutto corale, con tutti i giocatori che accorciavano con i tempi giusti. Soprattutto a inizio stagione, era capitato di vedere l’Inter sterile, ma mai come nel match dell’Allianz Stadium i nerazzurri avevano trovato così tante difficoltà nel risalire il campo.

L’importanza di Kulusevski e Bentancur

Decisivi i ruoli di Kulusevski e Bentancur. Lo svedese marcava praticamente a uomo Brozovic, impedendogli di ricevere. L’uruguagio accorciava invece sulla mezzala che si abbassava in supporto del croato (quasi sempre Eriksen, ma a volte anche Barella): di recente, l’ex Tottenham gioca molto vicino a Brozovic per aiutare il palleggio. Lo scopo di Pirlo era quello di bloccare le fonti centrali dell’Inter. Il piano è riuscito, visto che i nerazzurri hanno fatto una fatica tremenda a trovare i propri centrocampisti liberi. A differenza del match di andata, l’Inter raramente è riuscita a imbeccare l’uomo tra le linee e a servire le mezzali in corsa (uno dei mantra del gioco di Conte). Il pressing bianconero ha di fatto impedito ai rivali di palleggiare per vie interne.

Due dei molti esempi nella slide sopra. Sia Eriksen che Brozovic sono marcati, mentre Danilo è bravo ad accorciare su Darmian. L’Inter fatica così a trovare l’uomo libero.

I nerazzurri provavano ad allargare il gioco ma la Juve era sempre corta e compatta nello scivolare in zona palla. Di conseguenza, l’azione degli ospiti non riusciva a progredire, con anzi diversi errori nei disimpegni. Raramente, nel corso della stagione, avevamo visto una Juventus così solida e costante. Da segnalare anche il grande lavoro di Rabiot su Barella: a differenza del match di andata, il francese non si è mai fatto infilare alle spalle, è stato anzi abile a difendere in ampie porzioni di campo.

La solidità della Juve negli scivolamenti. Anche qua si vedono le marcature di Pirlo: Bentancur e Rabiot vanno su Barella ed Eriksen, mentre Kulusevski (fuori dall’inquadratura) è andato a seguire il movimento a sganciarsi in avanti di Brozovic.

Chiellini e De Ligt accorciano bene

Con Bentancur che si alzava così tanto nel pressing, il rischio era quello di concedere pericolosi spazi tra le linee per le punte. Tuttavia, come abbiamo premesso prima, il pressing della Juventus ha funzionato perché era corale: Chiellini e De Ligt, in quelle situazioni, erano tanto bravi quanto aggressivi ad accorciare su Lautaro e Lukaku, con uscite anche molto profonde. Gli attaccanti di Conte hanno sempre ricevuto spalle alla porta e perso tanti duelli: non hanno quasi mai avuto modo di poter offendere in campo aperto.

Nel secondo tempo, con l’inferiorità numerica, la Juventus è stata invece costretta da abbassarsi, riuscendo però a mantenere alta l’intensità e la concentrazione. Proprio ciò mostra come mai i bianconeri abbiano meritato la vittoria: perché hanno dimostrato più agonismo dell’avversario, sapendosi adattare alle diverse fasi del match.