LAVAGNA TATTICA – Troppa dipendenza da Ronaldo e Morata: ecco chi deve segnare di più

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La Juve segna solo con Morata e Ronaldo. Ecco da chi bisogna aspettarsi più gol (a parte Dybala)

Mediani bloccati

In questi giorni si parla troppo dell’eccessiva dipendenza della Juve dai gol di Morata e Ronaldo: segnano praticamente solo loro, con i bianconeri che fino a questo momento hanno mandato in gol appena 6 giocatori. Un record negativo.

Ci si lamenta, in particolare, dalle poche marcature che arrivano dal centrocampo. Di sicuro, Pirlo in mezzo ha giocatori che non hanno mai segnato tanto in carriera. Va però detto che lo scaglionamento della squadra, proprio per la sua struttura, impedisce ai centrocampisti di segnare tanto. La Juve, in fase di possesso, scende in campo con un 3-2-5 in cui l’obiettivo è quello di occupare tutti e 5 i corridoi verticali.

Come abbiamo scritto negli scorsi giorni, di recente i mediani bianconeri hanno iniziato a disporsi molto più in verticale: Arthur rimane più bloccato davanti alla difesa, mentre Rabiot (o Bentancur) si sganciano di più in avanti e vanno a riempire la zona di rifinitura.

Il 3-1-1-5 della Juve, con Bentancur molto più alto di Arthur.

Nonostante ciò, i due centrocampisti restano molto più bloccati dei 5 giocatori offensivi davanti a loro. Hanno un’indispensabile compito di filtro, per fare in modo che la Juve sia in grado di recuperare palla non appena la si perde. Insomma, oltre a gestire l’uscita dal basso insieme ai difensori, devono dare equilibrio alla transizione difensiva e correre all’indietro (un qualcosa che non sempre sta riuscendo).

Sarebbe eccessivo aspettarsi troppi gol da loro: d’altronde, visto che la Juve gioca quasi sempre con 5 uomini che coprono tutto il fronte offensivo, è a questi giocatori a cui bisogna chiedere qualcosa in più. McKennie compreso, visto che Pirlo ormai lo sta utilizzando come incursore e punta aggiunta, sfruttando le sue ottime qualità senza palla.

In cosa deve migliorare Kulusevski

Senza dubbio, Dybala e Kulusevski devono entrambi dare molto di più. Come sappiamo, la Joya si trova in un momento personale abbastanza delicato, mentre lo svedese è calato molto dopo un inizio di stagione eccellente. Pur con colpi importanti, Kulusevski sta anche dimostrando però tanti difetti tecnici, abbastanza comprensibili a dire il vero.

Non bisogna dimenticarsi che il Parma di D’Aversa era una formazione molto contropiedista che attaccava quasi esclusivamente in campo aperto: in quel contesto, lo svedese godeva di spazi enormi, era sempre in corsa e in movimento. E’ normale quindi che si debba abituare a un calcio di possesso, in cui si gioca in spazi molto più ristretti ed è necessario fraseggiare sul breve con i compagni. In quelle situazioni, Kulusevski sembra ancora un po’ goffo: non sa usare ottimamente il fisico a disposizione, con diverse palle perse quando gioca con tante maglie vicino a sé. Insomma, lo staff tecnico ha tanto lavoro da fare su di lui.

L’importanza degli esterni

Oltre che da Dybala e Kulusevski, è dagli esterni che bisogna aspettarsi molto di più. Rispetto a Sarri, la Juve di Pirlo vuole utilizzare molto di più l’ampiezza per rifinire: l’intenzione è quella di avere sempre riferimenti larghi, vicini alla linea di fondo, utilizzando cambi di campo per isolare l’esterno sul lato debole.

Contando quindi che la Juve gioca sempre con esterni molto larghi (oggi soprattutto Cuadrado e Chiesa), bisogna chiedere più gol a loro. Basti pensare all’Atalanta di Gasperini, che in questi anni ha fatto una valanga di gol con Hateboer, Gosense  Castagne (quando c’era): una giocata classica era il cross di un esterno per l’altro quinto che staccava sul secondo palo.

Insomma, la Juve deve sfruttare meglio questo scaglionamento, che mantiene sempre esterni molto alti e larghi. La circolazione di palla deve però essere più rapida per consentire di imbeccarli in situazioni dinamiche, senza servirli da fermi: altrimenti, è normale che la pericolosità crolli.

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