LAVAGNA TATTICA – La Juve è fragile con Rabiot e Arthur: il Genoa sfonda in mezzo

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© foto www.imagephotoagency.it

La Juve vista contro il Genoa ha sofferto tanto in mezzo al campo. Rabiot e Arthur hanno dato poca intensità alla squadra

La Juve soffre a destra

L’ampio turnover e l’utilizzo di molti Under 23 rende difficile essere troppo critici nei confronti della Juve vista ieri. L’aspetto però preoccupante è che hanno deluso potenziali titolari, giocatori da cui Pirlo si aspettava risposte che non sono assolutamente arrivate. Soprattutto Arthur e Rabiot.

Dopo aver messo la gara in discesa in un avvio dove i bianconeri sfondavano continuamente per vie centrali, il Genoa è tornato in partita sfruttando un pattern che la Juve ha sofferto molto. I bianconeri pativano la posizione di Czyborra, che agiva largo a sinistra nel 3-5-2 di Ballardini. Con Dragusin che veniva attratto dagli attaccanti, Wesley era spesso pigro e distratto nel seguire i movimenti del quinto genoano.

Tant’è che il gol di Czyborra avviene proprio a causa di una dormita dell’Under 23 brasiliano, che su un cross da destra di Ghiglione si perde il suo movimento.

Il primo gol del Genoa. Wesley è in ritardo, non riesce a comporre la linea bianconera e a proteggere il secondo palo. Czyborra approfitta del buco e stacca, accorciando le distanze.

Oltre che nell’episodio della prima rete, la Juve ha sofferto i movimenti di Czyborra per tutta la partita. Il Genoa risaliva molto il campo lanciando sul proprio esterno tedesco, con i bianconeri sempre presi alla sprovvista nei cambi di campo verso sinistra. Wesley ha sofferto in continuazione la posizione dell’avversario, si faceva sempre infilare alle spalle.

Un esempio qui, la Juve è messa male e concede tanta libertà a Czyborra.

Le difficoltà di Arthur e Rabiot

Dopo l’uscita di Bentancur, i bianconeri hanno iniziato a diventare molto fragili anche in mezzo al campo. Soprattutto nelle transizioni negative: la Juve era pigra e prevedibile in fase offensiva, nella ripresa ha perso una valanga di palloni nella trequarti genoana (Kulusevski e Morata sono calati molto).

In ripartenza, gli ospiti trovavano in continuazione varchi centrali. Rabiot e Arthur hanno mostrato ancora una volta numerosi limiti atletici in queste situazioni: sono centrocampisti poco abili nel ripiegare e nel correre all’indietro, con la Juve che si faceva spesso bucare in due. Hanno dato pochissimo all’interdizione bianconera, la squadra ha faticato nel recuperare palla ed era costantemente lunga.

Uno dei molti palloni persi dalla Juve nella trequarti rivale, con il Genoa che in ripartenza trova parecchi spazi tra le linee.

Insomma, si è capito come mai Pirlo non prescinda da Bentancur. In una Juve che troppo spesso è lunga e si perforare tra le linee, l’uruguagio offre un atletismo e una capacità di coprire tanti metri che sono determinanti. Al contrario, Arthur e Rabiot rendono i bianconeri troppo perforabili in mezzo, soprattutto quando giocano assieme.

Costante fragilità

I due mediani sono poco intensi e aggressivi anche quando la Juve si difende di posizione nella propria trequarti. La traversa di Pjaca esprime bene la loro passività: entrambi si sono fatti saltare con una facilità disarmante dal croato, che successivamente è andato al tiro.

Pjaca va al tiro con scarsa pressione addosso dopo aver dribblato prima Rabiot e poi Arthur.

Il calo di Kulusevski e Morata ha enfatizzato le difficoltà della Juve nelle transizioni negative, visto che nella ripresa hanno iniziato a perdere tantissimi palloni nella trequarti avversaria. Di conseguenza, il Genoa recuperava spesso il possesso, riuscendo a risalire e ad approfittare della lunghezza dei bianconeri.

Una delle molte transizioni del Genoa nate da un brutto pallone perso da Kulusevski.

Condizionata dai molti assenti, la Juventus della ripresa ha dato una costante sensazione di fragilità. L’aspetto più preoccupante per Pirlo arriva dal centrocampo, che anche contro un avversario di basso livello è stato in evidente affanno.

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