LAVAGNA TATTICA – Pjanic è tra i migliori nei primi 60′

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Pjanic ha disputato una grande prima ora di gioco in Milan-Juve. Poi è crollato anche lui, come tutta la squadra

L’incredibile crollo della mezz’ora finale, con la Juve che è sostanzialmente uscita dalla partita, ha vanificato quanto di buono visto nel resto del match. Nei primi 60′, infatti, i bianconeri avevano sfoderato una delle prestazioni migliori di tutta la stagione, in tutte le fasi. Oltre alla solidità difensiva, con Szczesny mai chiamato in causa, gli ospiti riuscivano con grande facilità a sviluppare l’azione.

Nello specifico, si eludeva quasi sempre il pressing del Milan, con la Juve che passava costantemente per vie centrali. Pjanic è stato tra i migliori in campo, come dimostra l’elevata mole di palloni giocati: ben 55 passaggi in appena 68′, record del match. Rispetto ai mesi precedenti, i bianconeri lo hanno trovato liberissimo di ricevere ogni volta che si avviava l’azione. Ciò avveniva per diverse ragioni. Oltre a smarcarsi molto bene, Pjanic era anche supportato dalla presenza del “triplo play”, con Rabiot e Bentancur che ben si abbassavano per supportarlo quando era il caso. Inoltre, Rebic era parecchio disattento nel seguirlo, col risultato che l’ex Roma era quasi sempre solo.

Quando la Juve allargava il gioco sul terzino, quest’ultimo riportava il pallone in mezzo, poiché il vertice basso (Pjanic) veniva incontro e dava una soluzione di passaggio. In tal modo, i bianconeri hanno superato tante volte gli attaccanti del Milan, con Rebic che si perdeva la marcatura del bosniaco.

Due esempi in cui, dal terzino, la Juve ritorna al centro trovando Pjanic solissimo.

Oltre alla Juve che lo imbeccava bene, c’era anche un Pjanic molto mobile sul terreno di gioco. Se in molte partite era parso un po’ troppo bloccato e timoroso, a San Siro si sganciava di più in avanti, accompagnando l’azione offensiva. Era sempre ben posizionato per dare un sopporto alla manovra, con i compagni che affidavano tanti palloni a lui. Inoltre, ha effettuato alcuni smarcamenti con corse improvvise che hanno sorpreso le maglie rossonere.

Non a caso, Pjanic è stato il giocatore della Juve con più passaggi chiave (ben 4), un dato che certifica il grande peso avuto nella trequarti offensiva.

Due azioni diverse da loro, in cui alza il proprio raggio d’azione (nella prima slide dialogando sullo stretto con Bernardeschi) ed effettua un bel cambio di campo a sinistra.

In questa stagione, si è rimproverato molto Pjanic nella gestione della palla, lo si è accusato di essere conservativo e troppo orizzontale. Contro il Milan, è invece parso molto brillante negli appoggi. Ha verticalizzato con costanza e rapidità, consentendo così alla Juve di trovare spesso l’uomo tra le linee e velocizzando la manovra offensiva. Insomma, si sta finalmente vedendo il Pjanic che ha in mente Sarri. Un giocatore sempre nel vivo della manovra, che accompagna l’azione offensiva e che effettua filtranti alle spalle della linea di pressione avversaria.

Due delle molte verticalizzazioni di Pjanic fatte contro il Milan.

La Juve deve ripartire dagli aspetti positivi del primo tempo. Tra tutti, un Pjanic che – nelle sue ultime settimane a Torino – può essere determinante nello scacchiere di Sarri nelle poche partite che restano.