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LAVAGNA TATTICA – Rabiot ha chiuso bene la stagione: merita di rimanere a Torino?

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LAVAGNA TATTICA – Rabiot ha chiuso bene la stagione: merita di rimanere a Torino? Chiunque lo allenerà ne conoscerà pregi e difetti

Dopo un anno e mezzo di molte critiche, enfatizzate ulteriormente dall’ingaggio di ben 7 milioni di euro netti, non c’è dubbio sul fatto che Rabiot sia stato tra i migliori nelle ultime settimane di Juve. Basti solo pensare ai diversi gol che sono provenuti dai suoi piedi: l’assist di Udine, per esempio, con una ottima sgroppata a sinistra conclusa con il colpo di testa di Cristiano Ronaldo. Oppure il match d Sassuolo, dove i suoi break hanno seminato il panico tra le fila neroverdi (un gol e un assist per il francese), oppure all’ultimissimo match di Bologna. Oltre, al terzo gol, l’ex PSG ha avuto un ruolo decisivo nella prima rete, riempiendo bene l’area di rigore e concludendo verso la porta (sulla ribattuta è poi arrivato il tocco vincente di Chiesa).

Morata e Kulusevski svariano a destra, Rabiot e Chiesa si buttano dentro. La Juve è fluida nel riempie l’area di rigore.

Come già si vede nelle slide sopra, si può notare come il francese di recente stia avendo un ruolo molto più offensivo rispetto a quello che si pensava quando era arrivato a Torino. Come abbiamo scritto tante volte, il francese si esalta quando può correre e sfruttare così il suo strapotere fisico. Soffre molto quando deve palleggiare sotto pressione (lo abbiamo visto nel rigore del Sassuolo, dove l’azione è nata proprio da un brutto disimpegno di Rabiot), ma al contrario incide quando parte in conduzione. Questa è una sorpresa, considerando che al PSG giocava con tanti calciatori offensivi davanti a lui, di conseguenza rimaneva più bloccato. Al contrario, a Torino incide quasi esclusivamente solo quando può correre e buttarsi dentro, senza “pensare” troppo, mentre dal punto di vista tecnico finora è stato abbastanza deludente nel palleggio e nella costruzione.

Pirlo lo ha capito e infatti ha modificato molto i compiti del 4-4-2, schierando una mediana asimmetrica. Quando la Juve rifinisce a destra, ossia sul lato di Cuadrado,  Alex Sandro/Danilo rimane più stretto e bloccato: al contrario, Rabiot si buttava dentro, aggredendo l’area sul secondo palo in modo che nei cross la Juve potesse sfruttare le sue qualità fisiche. Lo abbiamo visto sia con l’Inter che nella finale di Coppa Italia (oltre che a Bologna).

Si vede chiaramente nella slide sopra. L’ala sinistra (Chiesa) occupa l’area, mentre Alex Sandro (fuori inquadratura), rimane più basso e stretto. E’ quindi il mediano sinistro, Rabiot, che va ad attaccare l’area. Pur giocando come mediano e non come mezzala, Pirlo sta cercando quindi di creare un sistema per esaltare le caratteristiche atletiche del francese.

Le ultime settimane ci hanno consegnato un Rabiot mai così pericoloso da quando è a Torino, con break decisivi ed eccellenti inserimenti. Ha anche mostrato più intensità del solito in fase di non possesso, dimostrando quindi segnali incoraggianti (contro l’Inter ha pressato molto bene). Forse non sarà mai un top player, però – dopo due stagioni – appare ormai chiaro come nel giusto contesto tattico sia un giocatore con un senso. Nel calcio italiano, la sua fisicità paga: quando parte in conduzione, è difficile da fermare. Se non lo si responsabilizza troppo nel palleggio, ma anzi gli si chiede di attaccare gli spazi e sfruttare la sua ottima gamba, è un calciatore che può fare bene.

Vedremo se rimarrà a Torino, ma le ultime settimane sono state molto definitive sui pregi e i difetti di Rabiot. Chiunque allenerà la Juve, saprà benissimo che tipo di giocatore ha di fronte.