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Lina Hurtig ritrova la Juventus Women: retroscena e ombre sull’addio

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Lina Hurtig ritrova la Juventus Women: retroscena e ombre sull’addio. La svedese ha vissuto un’ultima stagione cupa

Tra i molteplici e romantici intrecci ricamati dal sorteggio di Women’s Champions League quasi passa inosservato il ritorno di Lina Hurtig a Torino. Appena due mesi e mezzo fa l’attaccante svedese lasciava la Juventus Women per vestire la maglia dell’Arsenal alla cifra record di 125 mila euro, rappresentando così il primo grande trasferimento dall’introduzione del professionismo. Un addio non legittimato dal freschissimo rinnovo fino al 2024 di marzo, ma in qualche modo suggerito da una serie di segnali piuttosto evidenti, emersi nel secondo dei suoi due anni bianconeri.

Lina Hurtig, la decisione dell’addio alla Juventus Women

L’ultima stagione di Hurtig alla Juve è stata molto complicata, dentro e fuori dal campo. La 27enne ha deluso le alte aspettative con prestazioni avulse e clamorosi errori sotto porta; tristemente memorabile l’enorme occasione cestinata allo Stadium nell’andata dei quarti di finale col Lione. I tentativi di Montemurro di cambiarle posizione in campo avvicinandola alla porta sono risultati vani: Lina non è mai riuscita a cambiare l’inerzia della sua annata. «Sta attraversando un periodo di grande pressione, ha tante cose nella testa», disse il tecnico dopo l’ennesima prova deludente della sua giocatrice. Hurtig in effetti ha pagato tanto una stanchezza fisica e mentale, coincisa con un periodo emotivamente intenso come quello della nascita della figlia.

La Juventus non l’ha mai lasciata sola, accompagnandola passo dopo passo e – come detto – rinnovandole anche la fiducia a livello contrattuale. Ma quando è arrivata la chiamata dell’Arsenal la 27enne ha fatto le valigie in fretta e furia senza impegnarsi in saluti troppo sentiti. La verità è che Lina non avvertiva più il legame con l’ambiente, né a livello di spogliatoio né di tifoseria. Resta impressa in tal senso l’ultima festa scudetto, nel post Juve-Sassuolo. Dopo 5 minuti di timidi festeggiamenti con le compagne, si è seduta in disparte nella lunetta dell’area di rigore con la moglie Lisa e la bimba. In disparte, come un oggetto estraneo, per lei che non ha mai imparato l’italiano ma che proverà a dire la sua da ex.

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