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Lotito choc: «Devo prendere una mitragliatrice e sparare su tutta la classe arbitrale?!»

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Lotito choc: «Devo prendere una mitragliatrice e sparare su tutta la classe arbitrale?!». Lo sfogo del presidente della Lazio dopo il pari con la Fiorentina

Il pareggio per 2-2 tra Lazio e Fiorentina all’Olimpico ha lasciato dietro di sé una scia di polemiche arbitrali e tensioni ambientali. La sfida è stata segnata da due episodi chiave gestiti dal VAR: una mancata assegnazione di un rigore ai biancocelesti per una trattenuta di Pongracic su Gila al 19′ e, di contro, il penalty concesso ai viola all’89’ per un contatto tra lo stesso Gila e Gudmundsson. Al termine del match, il clima si è surriscaldato ulteriormente quando un gruppo di tifosi ha accerchiato il presidente Claudio Lotito all’esterno dello stadio, costringendo le guardie del corpo a intervenire per scortarlo lontano dalle contestazioni.

Lo sfogo di Lotito sugli arbitri

In conferenza stampa, Lotito ha denunciato il silenzio delle istituzioni calcistiche riguardo ai problemi della classe arbitrale, rivelando di aver già intrapreso azioni formali:

«Sono abituato a non pensare male ma a cercare di risolvere i problemi. Come ricorderete, feci un comunicato per dire che questo cambio generazionale andava aiutato. È chiaro che nel momento in cui come tutti hanno visto sono successi determinati episodi ho fatto una lettera ufficiale alla Lega calcio. Non ho mai ricevuto risposta. La mia non era una lettera di protesta ma era semplicemente un porre il problema di quello che stava accadendo. Il mio era un invito a stabilire dei criteri più chiari per gli episodi. Questo é nell’interesse di tutti perché é un qualcosa che serve a tutti. La Lazio poi è una società quotata e quindi ho fatto questa lettera anche nell’interesse di chi investe nella Lazio. Non ho ricevuto risposta. Mi risulta che ci siano già due interrogazioni per chiedere al ministro conto di quanto stia accadendo. Io da uomo delle istituzioni ho a cuore il mantenere in piedi questo sistema».

Il presidente ha poi alzato i toni, rivendicando la propria strategia legale e istituzionale:

«Cosa pensate che stia facendo, che sto guardando le farfalle? Devo prendere una mitragliatrice e sparare su tutta la classe arbitrale? Ricordo a tutti, uomo avvisato, mezzo salvato. Poi si andrà nelle sedi opportune. Forse non mi sono spiegato, prendete una laurea in giurisprudenza e poi studiate la strategia. Bisogna avere pazienza nel cambio generazionale degli arbitri. Nell’AIA ci sono delle fazioni con vari ricorsi, ho detto di trovare la soluzione per questi problemi, se non verranno risolti mi rivolgerò ad altre sedi. Io già so quello che devo fare, io non lavoro con la pancia ma con la testa».

L’anniversario e la storia del club

Per rispondere alla contestazione, Lotito ha annunciato una manifestazione per il 9 gennaio a Parco dei Daini, rivendicando con orgoglio le origini del club:

«Per i tifosi garantisco una cosa, per il 9 gennaio per l’anniversario e per dimostrare quanto tengo alla Lazio farò una manifestazione a Parco dei Daini alla quale ho invitato tutte le istituzioni e una delegazione di tifosi. La Lazio è nata nel 1900 e ha la matricola originaria, quella matricola è costata lacrime e sangue ai tifosi e a tutti i presidenti, anche in minima parte al sottoscritto che si è caricato 550 milioni di debiti, mentre altre società hanno scelto la scorciatoia di ripartire da zero e non a caso siamo la prima squadra della Capitale certificata. Faremo una bella lapide a Parco dei Daini dove verrà scritto che il calcio a Roma è iniziato lì».

Il mercato: addii e nuovi innesti

Infine, il patron biancoceleste ha fatto chiarezza sulle manovre di mercato, confermando l’arrivo di Taylor e l’interesse per Ratkov, spiegando al contempo le frizioni interne con alcuni big:

«La cosa che uno come me, presidente più longevo della storia del calcio italiano, ha capito è che non ha senso tenere un giocatore controvoglia. Castellanos aveva chiesto la cessione e lo stesso Guendouzi. Nessuno sta svendendo i giocatori e la società. La cosa che mi fa sorridere é che fino a ieri avete scritto che nella Lazio ci fossero giocatori marginali e di poco conto, tra l’altro scrivendo cose non vere come che il mister non sapesse del blocco del mercato. Taylor? Acquisto già certo ma il mercato non finisce qui. Io sorrido perché l’interessa della società è rafforzare la squadra non indebolirla. Noi stiamo prendendo giocatori che hanno scelto la Lazio come punto di arrivo e non partenza. Ratkov? Lo seguivamo da tempo e infatti avevamo mandato degli osservatori a Bologna Salisburgo».

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