Mattia Martini: «La Juventus Women farà bene in Champions» – ESCLUSIVA

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© foto www.imagephotoagency.it

Mattia Martini, manager e consulente di calciomercato femminile, con un passato nella Fiorentina, nel Brescia e nell’Atletico Madrid, parla in esclusiva di Juventus Women

A soli 24 anni, Mattia Martini è già un importante manager ed esperto consulente di calciomercato, molto noto nel mondo del calcio femminile. Dopo le esperienze alla Fiorentina, al Verona e al Brescia, Mattia è passato all’Atletico Madrid, dove nel 2019 ha vinto lo scudetto. In attesa di ricominciare con nuove esperienze, il manager ha parlato di Juventus Women ai nostri microfoni.

Il Barcellona ha battuto la Juventus Women in Champions League. Nonostante l’eliminazione, però, le bianconere hanno dato risposte importanti. Cosa pensi che possa aver lasciato quella doppia sfida in casa Juve?

«Ero presente nel ritorno di Champions League a Barcellona, incontro nel quale la Juventus ha ben impressionato e dove il Barca ha gestito in serenità per il ravvicinato match di Liga contro l’Atletico. La Juventus ne è uscita con molta più esperienza e forse qualche sicurezza in più. Sono gare come queste che fanno maturare ed alzare l’asticella di competizione».

Credi che nei prossimi anni la Juventus Women possa fare meglio in ambito europeo?

«Tutto è correlato al nostro calcio ed allo sviluppo dello stesso. Senza uno status professionistico vedo difficile o addirittura impossibile che top player mondiali accettino proposte italiane. La Juventus ben figurerà, in quanto il club bianconero sta lavorando in maniera certosina e non sbagliando una mossa, ma per responsabilità non sua non potrà mirare a semifinali o finale».

C’è qualche giocatrice che vedresti bene in bianconero?

«Elena Linari, difensore dell’Atletico Madrid e della Nazionale. Mia cara amica.
Lei è una giocatrice da Juventus prima come comportamento e presenza e solo dopo per i suoi grandi valori calcistici».

Chi ruberesti a Rita Guarino per portare nella tua prossima squadra?

«Aurora Galli, centrocampista di intensità e qualità. Vanta una intelligenza calcistica immensa e non solo per senso di posizione e per tattica, ma per la capacità di alzare i ritmi quando serve e di abbassarli quando è necessario o quando la compagine va in sofferenza».

Nel 2018 il tuo Brescia ha giocato lo spareggio per lo scudetto proprio contro la Juventus. Che ricordi hai di quella gara?

«Mi ricordo i rigori, quella lotteria che vide sbagliare prima la Juventus e poi noi, due volte.
Nonostante questo arrivammo primi a parimerito con un club bianconero che aveva posto sotto contratto numerose ex leonesse e nazionali e con noi che avevamo costruito la squadra in 17 giorni. Sono ricordi cari, che mai farò sfumare».

Dopo varie esperienze in Italia, sei passato all’Atletico Madrid, dove lo scorso anno hai vinto lo scudetto. Quali sono le principali differenze tra l’ambiente italiano e quello spagnolo?

«La storia è importante perché è frutto di un percorso, di una maturazione, di positività come di sbagli. Ciò è la differenza più sostanziale. Il resto è dovuto a tale manchevolezza. Sostanzialmente, di quanto dico sono sicuro, arriveremo però in pochi anni ad essere uno dei tre campionati più competitivi al mondo: grazie alla numerosa presenza di molti top club maschili ed ad un nostro modo di vivere ed intendere il calcio estremamente professionale».

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