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Montemurro: «La Juventus Women mi ha scelto per portarla tra le prime otto»

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Montemurro: «La Juventus Women mi ha scelto per portarla tra le prime otto». Le parole del tecnico bianconero

Joe Montemurro ha parlato a DAZN Talks all’antivigilia di Juventus Women-Arsenal.

COME STA – Sto benissimo quando ho il calcio attorno. Vengo ogni volta qui a Vinovo e mi diverto. 

MONDIALI – Sto guardando qualche partita, vediamo l’Australia contro la Francia. Mi hanno invitato a due-tre pub con gli australiani. Vediamo se mi lascia andare mia moglie, io non bevo. 

TIFOSO – Tempo fa forse ero più tifoso. Io sono cresciuto in Australia ma sono figlio di genitori italiani. Forse da piccolo si tifava più Italia che Australia. Ero fan dell’Italia in Australia, con tanto di sciarpa e urla. Ora sono più tranquillo. 

CHAMPIONS – La sensazione di essere in Champions è speciale a prescindere dall’avversario. Non è solo la gara, è la vigilia, la settimana, il richiamo mediatico di grande importanza. Sono contento che siamo qui, stiamo facendo prestazioni importanti contro i migliori. 

ARSENAL – Uscendo un attimo dai panni del tecnico della Juvents, è una sensazione incredibile. Nella carriera di un allenatore non capita spesso di allenare la squadra per cui fai il tifo. Io ero un grande fan dell’Arsenal, in Australia si guarda tanto calcio inglese. E sono stato cresciuto come grande tifoso della Juventus. Poi noi dobbiamo solo pensare ad andare avanti contro una squadra che sta facendo molto bene in Inghilterra. Ma è un privilegio essere qui, vedere il mio ex staff e le mie ex giocatrici. Abbiamo lavorato insieme alla grande per quattro anni. Ma ora sono l’allenatore della Juve e devo cercare di fare bene qui. 

VECCHI AMICI – È una settimana che non sento nessuno. È tutto bloccato ma è normale. Di solito ci sentiamo perché il gruppo è ancora lo stesso. CI salutiamo e facciamo qualche battuta.

PASSIONE PER IL CALCIO – È colpa di mio fratello. Lui era tifoso dell’Arsenal e quando avevo sei o sette anni mi ha buttato un faccia una maglia dei Gunners dicendo che dovevo tifare a calcio. Mio zio era coinvolto nel calcio col Melbourne Juventus, è una società che fa parte della storia dell’immigrazione italiana in Australia. Lui andava sempre in questa saletta dove proiettavano le partite italiane del passato. La prima che ho visto era Juve-Napoli del 78’, da lì nasce la passione per Juve e calcio.

RIFERIMENTI – Mi ricordo tantissimo i Mondiali dell’Argentina nel ’78, il primo Mondiale che hanno fatto vedere in Australia. E poi i Mondiali dell’82. Il mio grande idolo era Gaetano Scirea, per me è stato come calciatore e classe un modello. E poi ho seguito moltissimo Trapattoni, Bearzot, l’epoca di Sarri e del grande Milan. Per me il calcio non è solo i grandi giocatori ma anche quei personaggi che hanno lasciato qualcosa a livello di stile.

IDOLO IN ASSOLUTO – Difficile, forse Scirea. Ho conosciuto anche Antognoni a Coverciano, anche se forse non va come tifoso della Juve. Ho poi avuto l’opportunità di fare i corsi a Coverciano con Gattuso. Mi ha attirato la loro umiltà.

LACRIME GIRELLI E BOATTIN – Da quando sono entrato a Vinovo ho sempre parlato di un tipo di calcio importante e moderno. Ho sempre cercato di portarlo con umiltà in cui tutte sono coinvolte. È importante fare qualcosa per un altro senza aspettarsi qualcosa indietro. Qui c’è un gruppo fantastico qui in cui tutte sono coinvolte. Durante il cammino di un campionato ci sono cose che non vanno bene. Magari domini una partita e non riesci a fare gol, è normale. Abbiamo sempre cercato di fare del bene e quando le cose non vanno è qualcosa di nuovo per queste ragazze. Ma è normalità, quei gol ci hanno tolto qualche dubbio. Continuando su questa strada ci saranno un paio di cose che non andranno, ma stiamo facendo le cose bene e  nel modo giusto. Ma noi col nostro gioco possiamo farcela. 

CHIAMATA DELLA JUVE – Ero in Inghilterra, io ho conosciuto Braghin nel 2019 quando sono venuti a fare un’amichevole ad agosto. Ci siamo scambiati i contatti e da lì ogni tanto ci sentivamo per qualche consiglio sulle giocatrici. Ma era una cosa di amicizia. Poi nel gennaio dell’anno scorso ho deciso di non continuare all’Arsenal nonostante avessi ancora due anni di contratto. Volevo prendermi sei mesi liberi perché ero stanco, dieci anni senza vacanze con la famiglia in Australia. Avevo bisogno di staccare e di ricaricami. Poi è arrivata la telefonata di Braghin che mi ha detto che c’era questa possibilità. E da quando hanno deciso di non andare avanti con Rita Guarino si è creata questa situazione per capire il progetto e venire alla Juve. Loro pensavano che fossi la persona adatta per fare un percorso in Champions e portare la Juve tra le prime otto in Europa. 

RUOLO – Ero un centrocampista, ma un giocatore molto modesto. Non volevo giocare per gli altri, ho smesso a ventisei anni dopo una piccola esperienza a Treviso e al Potenza in Italia. Poi sono rientrato in Australia e poi ho deciso di fare l’allenatore.  

DISCORSO ALLA SQUADRA – Non sono un grande motivatore alla Rocky. La partita, l’evento danno l’importanza della situazione. Le ragazze sanno cosa significa giocare con questa maglia allo Stadium contro una squadra come l’Arsenal. Per me è più importante la preparazione sulle forze e le debolezze dell’avversario. E poi dobbiamo avere la fiducia nel nostro gioco che deve essere sempre la nostra base. Poi queste partite sono fatte di momenti e di reazioni, chi lo fa meglio vince la partita. Io ho visto una squadra carica. 

BUFFON – Non so cosa abbia detto a PPM. Ma lei era felice perché è entrata in pullman dicendo che era il suo eroe. Ma già solo l’aurea di un personaggio così umile e importante ci ha dato forza. 

SERIE A FEMMINILE – È diverso, si vede dalle partite e dalle squadre e dagli investimenti. Stanno venendo tante giocatrici straniere. Il professionismo ci dà una grande base, dobbiamo capire dove vogliamo portarlo. È bello parlare di professionismo e investimenti, ma bisogna anche parlare di sostenibilità. Bisogna fare le cose giuste portando giocatrici importanti, giocando negli stadi importanti e danno risalto a livello mediatico e commerciale. Abbiamo l potenzialità per lanciare un campionato molto importante. Andando a dieci squadre hai ridotto il talent pool delle giocatrici ed ogni partita è difficile. Noi dobbiamo gestirle tra la Champions e altre partite, per le altre ci sono diverse difficoltà. Ma si vede la crescita del calcio, sia la Juve sia altre squadre importanti hanno vinto partite all’ultimo. Anche col Como che ha fatto una grande partita col Milan sarà una gara difficile ma l’importante è la crescita sul campo. 

ROMA – Sono contento della competizione di questo livello. Sono una squadra molto importante allenata bene a un livello alto. Queste partite sono difficili da prevedere, nella Supercoppa è stata la prima volta che abbiamo creato tante occasioni contro la Roma. Normalmente ci mettono un po’ in difficoltà per come giocano. Quando sei la Juve è una finalissima contro ogni squadra, noi lo sappiamo e ci tiene al livello. La pressione a questo livello è un privilegio, vogliamo restare al top. 

OBIETTIVO PIU’ BELLO – Di creare una base di gioco e vederla in campo. I risultati sono importanti ma l’ambiente sorridente e sereno che porti a un gioco di valore è ancora meglio. Quando lavoriamo bene e poi domenica portiamo quel lavoro in campo è una cosa bella. 

CENE CON LE RAGAZZE – Le ragazze non mi invitano mai, io lo so che vanno fuori. Ma ci sta, fanno tutto da sole. Ma so che è un gruppo molto unito, oggi cantavano per il compleanno di Aprile. Forse è meglio che non so quando vanno a far festa. Poi ho 53 anni, non mi vogliono. 

PERICOLO NUMERO UNO NELL’ARSENAL – È una gruppo di alto livello, una grande squadra. Sbaglierei a indicarne una sola. Sono unite come gruppo e stanno facendo un grande campionato. Ma vediamo che giocheranno da noi. 

CAMPIONATO ITALIANO E INGLESE – Le squadre professionistiche più o meno lavorano nello stesso modo. Le ragazze sono qua quasi ogni giorno. Entrambi i campionati hanno cose importanti. Qui in Italia si curano tantissimo i dettagli, in ufficio e con lo staff. Forse il campionato inglese è più visibile in televisione e le ragazze con gli europei sono diventate personaggi importanti. Il campionato inglese è più pubblicizzato.  

MEAD – È una persona fantastica, ha lasciato la famiglia per stare con noi. Per me è una figlia, vederla arrivare così in alto. Non vedo l’ora di darle un abbraccio. 

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