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Nesti elogia Spalletti: «Sta cercando di trasformare in oro il bronzo di Motta e Tudor. Ma questa Juve ha un grande difetto»

Nesti ha fatto una analisi approfondita della situazione Juventus lanciando un chiaro messaggio ai bianconeri in vista del futuro
L’analisi del momento della Juventus passa ancora una volta attraverso le riflessioni di un esperto del settore. Sui propri canali ufficiali, il giornalista Carlo Nesti ha condiviso una disamina pungente sulla gestione tecnica di Luciano Spalletti, evidenziando luci e ombre di una stagione che sembra aver smarrito la rotta del pragmatismo.
Secondo il parere di Nesti, il tecnico toscano, pur avendo ereditato basi solide da chi lo ha preceduto, sta faticando a trovare la quadra definitiva: «Con la pausa del campionato, mi sono voluto staccare, ad esempio, da Juve-Sassuolo, per criticare, non me ne voglia, in parte Spalletti, che pure ha avuto tanti meriti, cercando di trasformare in oro quello che era il bronzo di Motta e di Tudor».
Il confronto con il passato recente è impietoso e Nesti non usa mezzi termini per sottolineare l’involuzione nei risultati, nonostante una proposta di gioco dichiaratamente più offensiva. Il giornalista osserva come la classifica attuale sia meno brillante di quella della scorsa stagione, evidenziando una preoccupante mancanza di cinismo sotto porta.
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«Intanto parlano i fatti, con un punto in meno, ahimè, rispetto a un anno fa, 54 a 55 e con 6 punti persi, rispetto al vantaggio iniziale acquisito. E qui arriva la prima nota negativa del mio ragionamento. La Juve di Spalletti è una squadra che attacca, sale in massa nella metà campo avversaria, ma non segna mai con i centravanti, obbligando tutti ad uno sforzo assurdo, che si paga» dichiara Nesti.
Il problema principale, secondo l’analisi di Nesti, risiede in una difesa che non riesce più a garantire la solidità necessaria per puntare ai vertici. L’esposizione mediatica del gioco di Spalletti ha messo a nudo lacune strutturali figlie di una costruzione della rosa forse incompleta: «Infatti, quando perde la palla, fatalmente vacilla, e diventa la settima difesa del campionato: troppo poco. Questo significa che la formazione bianconera continua ad avere gli stessi, maledetti difetti di costruzione di Giuntoli: la mancanza di equilibrio».
In conclusione, Nesti punta il dito sulla gestione dei singoli e sul mercato: «In sostanza, la missione di Spalletti è quella di un allenatore a metà del guado, se è vero che il bel gioco doveva portare a vincere ben più di 15 gare su 30. Manca un sufficiente compromesso tattico, fra esigenze e contingenze». La domanda finale di Nesti resta un’incognita: riuscirà questa Juve a centrare l’obiettivo Champions contro la concorrenza di realtà sorprendenti come il Como? «Eh beh, questo proprio non lo so».