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Nuovo presidente FIGC: Marotta spinge per Malagò, ma spunta anche un nome differente. Le ultime

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Nuovo presidente FIGC, il nome indicato da Marotta è quello di Malagò. Ma c’è anche chi sta spingendo per Galliani. Ecco cosa sta succedendo

L’universo del calcio italiano si trova a un bivio cruciale, con i riflettori puntati sull’assemblea della Lega Serie A. Questo incontro rappresenta il preludio fondamentale per delineare chi sarà il nuovo presidente della FIGC, una figura che dovrà guidare il sistema attraverso riforme strutturali e nuove sfide internazionali. Secondo le ultime indiscrezioni del Corriere della Sera, la diplomazia sportiva è già in pieno fermento, con Giuseppe Marotta nel ruolo di grande tessitore.

L’attuale scenario vede una convergenza sempre più netta verso il profilo di Giovanni Malagò. L’ex numero uno del CONI gode di un sostegno trasversale e, proprio nelle ultime ore, l’amministratore delegato dell’Inter si è mosso con determinazione per blindare il consenso attorno a lui. L’obiettivo è presentarsi al voto con una maggioranza granitica, riducendo al minimo i margini di incertezza. Per chiunque aspiri a diventare il nuovo presidente della FIGC, ottenere l’appoggio compatto dei club di massima serie è il primo, imprescindibile mattone della vittoria.

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Nonostante l’orientamento generale sia favorevole a Malagò, non mancano le voci fuori dal coro. Claudio Lotito continua a esercitare il suo ruolo di oppositore storico, cercando di rallentare una candidatura che percepisce come troppo vicina a determinati centri di potere. Tuttavia, la vera svolta è arrivata dal fronte delle alternative. Juventus e Milan avevano inizialmente sondato il terreno per Adriano Galliani, sperando di trovare una figura di garanzia che potesse correre per il ruolo di nuovo presidente della FIGC.

L’ex Milan ha però spento ogni speculazione sul nascere: Galliani ha ufficialmente declinato l’invito, rilanciando pubblicamente proprio il nome di Malagò e definendolo il profilo più adatto per la transizione. Questa mossa ha di fatto svuotato l’opposizione di un’alternativa di peso, rafforzando la posizione dell’ex presidente del CONI in vista della scadenza elettorale del 22 giugno.

L’assemblea di domani non sarà quindi una semplice riunione di routine, ma un vero test di stabilità per l’intero sistema. Il dibattito sul nuovo presidente della FIGC servirà a misurare i rapporti di forza reali e a capire se la Serie A riuscirà finalmente a parlare con un’unica voce. Con il ritiro di Galliani e l’attivismo di Marotta, la strada per Malagò sembra spianata, a patto di riuscire a mediare con le componenti minoritarie che chiedono ancora garanzie su programmi e riforme. Il calcio italiano attende, consapevole che la governance dei prossimi anni si decide in queste ore frenetiche.

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