Padoin: «Pirlo ha umiltà nonostante la carriera, è pronto per il suo ruolo»

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© foto www.imagephotoagency.it

Simone Padoin racconta il suo periodo alla Juventus: ecco i tanti aneddoti dell’ex centrocampista bianconero, da Pirlo a Morata

Simone Padoin, intervistato da Cronache di Spogliatoio, ha parlato del suo passato alla Juve.

PIRLO«È riservato e defilato ma il suo amore per il calcio non è da meno. Ha intelligenza e umiltà nonostante la sua carriera. Se ha accettato questo incarico vuol dire che si sente pronto. E che la società lo ha ritenuto tale».

ADDIO ALLA JUVE «In tanti mi scrivevano, era partita una petizione su Instagram per salutarmi. Lo ripeto: è stata un’esperienza unica, mi sentivo un privilegiato perché avevo meno qualità rispetto agli altri e dovevo dimostrare il mio valore non solo in gara, ma ogni giorno. La Juve mi ha tolto e mi ha lasciato tantissimo, era l’occasione della vita».

TOURNEE’ CINA«I tifosi cinesi cantavano: “Che ce frega di Ronaldo, noi abbiamo Padoin”. Mi sorprese e ho capito quanto amore ci fosse per il calcio in quei luoghi».

VIDAL – «Vidal era un pazzo totale. Su di lui ho gli aneddoti migliori. Quando andavamo in ritiro avevamo le guardie del corpo che ci controllavano. Non potevamo uscire e lui trovava sempre sotterfugi per eludere la sicurezza e andare in giro. Un aneddoto con Storari. Marco sbroccava quando perdeva le partitelle. Quando rientrava nello spogliatoio esplodeva di rabbia, il nostro nutrizionista ci faceva trovare delle brocche piene di frutta secca da bere per idratarci e lui tutto incazzato una volta le prese e le tirò via. In fondo c’era proprio Arturo, davanti al proprio armadietto, e gli bagnò tutti i vestiti di frutta secca sciolta»

MORATA«Alvaro è il ragazzo che tutti i suoceri vorrebbero avere per la propria figlia. Abbiamo vissuto da vicini di casa per anni, con il giardino fianco a fianco: si interessa dei tuoi problemi, è il primo a dare una mano ai ragazzini della Primavera, è molto sensibile».

POGBA «Chi ci sorprese fu invece Pogba. Il suo primo allenamento alla Juventus è stato indimenticabile. Aveva 19 anni, veniva da un altro mondo. Ci siamo guardati e abbiamo detto: ‘Ma chi è questo?’, mai visto niente di simile. Un fenomeno. Gli piace specchiarsi, a volte andava tenuto sul pezzo ma in tante gare di Champions League ci ha trascinati con prestazioni box to box».

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