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Pessotto ricorda Vialli: «Luca insegna alla Juve di oggi che non bisogna mai mollare. Pretendeva sempre il meglio»

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Pessotto ricorda Vialli: «Luca insegna alla Juve di oggi che non bisogna mai mollare. Pretendeva sempre il meglio». Le parole

(dal nostro inviato Marco Baridon) – Il Teatro Regio ospita una serata benefica dal titolo “My name is Luca-Ballata con Vialli”, serata promossa dalla Fondazione Vialli e Mauro per la ricerca e lo sport onlus. La prima edizione ha avuto luogo a Genova lo scorso anno. Questa seconda tocca Torino e, a tre anni dalla scomparsa, Gianluca Vialli viene ricordato da compagni di squadra, amici e giornalisti.

Tra questi ha parlato il suo ex compagno ed attuale Football Teams Staff Coordination Manager di Juventus Gianluca Pessotto.

RICORDO DI VIALLI – «Sicuramente grande emozione, questa occasione è per ricordare Luca in un modo che a lui sarebbe piaciuto… Ballando, scherzando, ridendo, divertendosi come lui sapeva fare quando non era in campo. In campo c’era poco da divertirsi con lui perché pretendeva molto. È una serata ricca di emozioni dopo l’evento che c’è stato a Genova. Speriamo che la gente partecipi con la stessa emozione, è il modo migliore per ricordare Luca. Non era un ballerino perfetto ma era sicuramente un calciatore e un uomo che sapeva trascinare dentro e fuori dal campo».

INSEGNAMENTO DI VIALLI PER LA JUVE DI OGGI – «La Juve non molla mai. È abituata a lottare e soffrire. Bisogna sempre cercare di ottenere il meglio perché la Juventus vuole stare in alto e questo è l’obiettivo di tutti, non solo dei calciatori: alzare sempre l’asticella e cercare di essere protagonisti. Luca era un perfezionista, pretendeva tantissimo da se stesso e dai compagni. È lo stimolo che tutti noi dobbiamo avere».

L’EREDITA’ DI LUCA – «Quello che ha lasciato sono grande determinazione e carisma, la voglia di metterci sempre la faccia e di non tirarsi mai indietro. Prendersi le proprie responsabilità è quello che deve fare un capitano. Ha lasciato una grande eredità e la voglia di aiutare gli altri, oggi siamo qui anche per quello. Non dobbiamo mai dimenticare le tante belle cose che sono state fatte sempre nel segno del divertimento e della gioia di fare al massimo quello che si fa. Qualunque cosa si decidesse di fare lui la voleva fare al meglio».

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