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Pjanic avvisa la Juve: «Non sarà semplice per il quarto posto. Bosnia Italia? Resterete scioccati dalla nostra passione»

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Pjanic avvisa la Juve: «Non sarà semplice per il quarto posto». Poi aggiunge questo sulla finale playoff per il Mondiale tra Bosnia Erzegovina e Italia

Miralem Pjanic, grande ex della Juventus e figura storica della nazionale bosniaca, analizza sulla Gazzetta dello Sport la caldissima sfida playoff tra la sua Bosnia e l’Italia. Le sue dichiarazioni.

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BOSNIA-ITALIA – «Non mi sorprende, diciamo che è la sfida che speravo di vedere. La Bosnia è casa, ovviamente, ma l’Italia è nel mio cuore come se fosse il mio Paese d’adozione. Noi sogniamo di andare al Mondiale, anche voi. Vediamo come va a finire».

L’ATTESA IN BOSNIA – «Come un evento storico. La Bosnia si fermerà per qualche ora: tre milioni di persone a spingere la nostra squadra. Sarà una bolgia mai vista allo stadio. Resterete scioccati dalla nostra passione».

IL CLIMA DI ZENICA – «A Zenica faremo il fuoco. Non sarà piacevole per gli italiani essere lì, credimi. Ho visto i giocatori motivati e sicuri di sé. Per novanta minuti, o forse di più, non sarà semplicemente una partita di calcio: sarà una battaglia sportiva».

I FESTEGGIAMENTI AZZURRI – «Non capisco sinceramente perché… La Bosnia li aspetta a braccia aperte (ride). Vedremo come andrà a finire. L’Italia è l’Italia e noi la rispettiamo molto. Ma chissà: dovranno essere bravi a gestire la partita in un ambiente terribile. Servirà personalità per uscire da Zenica con una vittoria».

IL GALLES ERA AVANTI – «Ma il risultato ci sta. La Bosnia si è rilanciata attraverso una nuova generazione di giocatori che sta prendendo consapevolezza della propria forza. C’è un bel gruppo che il commissario tecnico Barbarez ha costruito. La coesione in questo momento è l’elemento più importante della nostra nazionale».

DZEKO – «È incredibile quello che sta facendo. Nonostante l’età continua a segnare gol decisivi. E’ uno di quei fuoriclasse che all’improvviso ti possono risolvere le partite, come si è visto in Galles. Siamo molto felici di averlo ancora in campo, mi auguro che possa ripetersi martedì».

CONSIGLI AL CT BARBAREZ – «Ma no, Sergej non ha bisogno dei miei suggerimenti. Mi fido di lui e della chimica che si è creata nel gruppo. La Bosnia non esprime un calcio spettacolare, si affida molto alle giocate individuali, ma ha ritrovato il gusto e il piacere di rappresentare il Paese».

I TALENTI PER LA SERIE A – «Alajbegovic lo avete visto, è un 2007 con un grande futuro. Non solo perché tira i rigori… Segnalo anche Dedic, terzino del Benfica, e Bajraktarevic, ala destra di piede sinistro del Psv: è un 2005. Muharemovic invece lo conoscete. E anche io, visto che si allenava già con noi nei miei ultimi mesi alla Juve».

L’ITALIA DI GATTUSO – «Secondo me siete ancora una delle squadre più forti in circolazione. E Rino ha lavorato molto bene. La sfortuna è stata incrociare nel girone la Norvegia, che ha fatto un percorso straordinario. Noi ci auguriamo che martedì sentiate la pressione di un eventuale fallimento: per voi non è accettabile stare lontano dal Mondiale per tre volte di fila».

I FAVORITI AL MONDIALE – «La mia favorita è la Spagna, che con Pedri e Yamal ha davvero tanta qualità. Superiore alla media. Poi tengo dentro Brasile, Argentina e anche Portogallo, che può arrivare in fondo».

LA CORSA SCUDETTO – «Vedo una competizione ancora aperta, anche se l’Inter ha guadagnato un bel vantaggio e può amministrarlo in questo finale di stagione».

ROMA E JUVE NELLA CORSA CHAMPIONS – «Non è semplice, perché c’è anche il Como che sta andando forte. Di sicuro sarebbe fondamentale per entrambe risalire al quarto posto. Nel calcio moderno la Champions migliora tutto».

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