PUNTO A CAPO- Il calcio libero di Pirlo e il nuovo equilibrio a centrocampo

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All’esordio in campionato la nuova Juve di Pirlo vince con la novità Kulusevski, le certezze Bonucci e CR7 e un centrocampo equilibrato

Da una parte le antiche certezze, la difesa a tre che ha fatto la fortuna prima di Conte e poi di Allegri, un Chiellini ritrovato e i gol di Bonucci e Ronaldo. Dall’altre le novità: il gol di Kulusevski, l’esordio di McKennie, la conferma a sorpresa di Frabotta. La nuova Juve di Pirlo è frizzante e ancora da scoprire, aspettando il centravanti e il rientro di Dybala, Alex Sandro e de Ligt e gli altri. Ma la grande differenza rispetto all’anno scorso si è vista soprattutto a centrocampo, un reparto rilanciato dalla cura Pirlo. Eppure Ramsey e Rabiot c’erano già, l’unico nuovo innesto è quello di McKennie, già in grado di fare la differenza. Ma è soprattutto una valutazione d’insieme: dopo appena 90 minuti la sensazione è che il centrocampo di questa Juve abbia ritrovato l’equilibrio che non ha mai avuto nella scorsa stagione.

Come? Un po’ per merito della crescita dei singoli. Rabiot si è confermato ai livelli dell’ottimo finale della scorsa stagione, lanciato però da Pirlo davanti alla difesa, non mezz’ala pura. Ramsey contro la Samp a tratti è sembrato quello dell’Arsenal, con inserimenti chirurgici, corsa illimitata e pure la qualità dell’assist per il 3-0 di Ronaldo. Da mezz’ala sinistra offensiva ha dato ritmo e profondità al reparto, mentre a tutto il resto ha pensato McKennie. Gli è mancato soltanto il gol, sfiorato in un paio di occasioni, ma l’americano si è confermato motorino inesauribile, tatticamente valido e recuperatore infaticabile di palloni, ironia della sorte esattamente mentre a Linate atterrava Vidal, è ancora presto per dirlo ma la Juve spera di aver trovato il suo nuovo Guerriero.

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