PUNTO A CAPO – Juve, Emre Can l’ultimo fedelissimo di Allegri

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Le scelte di Sarri rompono con il passato, le certezze di Allegri non trovano più spazio in questa Juventus

Il processo di transizione da Allegri a Sarri è praticamente ultimato, almeno da un punto di vista pratico. Se a livello concettuale e filosofico servirà ancora tempo per vedere una Juve sarrista, le scelte tecniche di Sarri hanno fatto tabula rasa dei simboli della gestione precedente, e senza troppi complimenti. Maurizio Sarri ha puntato alle fondamenta, iniziando a smantellare la Juve di Allegri dalle colonne più rappresentative. Emblematico il caso Mandzukic, il fedelissimo di Max, esiliato da Sarri dopo mesi fuori rosa e nemmeno un minuto in campo.

L’addio di Mario ha segnato il passaggio di consegne in panchina ma non è stato l’unico. Un altro uomo di Allegri, Bernardeschi, ha rischiato di essere ceduto a gennaio dopo un girone d’andata deludente. Imprescindibile per Max, esubero di lusso per Sarri che proverà a reinventarlo mezz’ala. L’ultimo in ordine di tempo è stato Emre Can, non un titolare fisso ma una risorsa preziosissima per Allegri, che in Champions contro l’Atletico lo lanciò in difesa con risultati eccezionali. Sarri a centrocampo preferisce uomini di palleggio e sacrificando Emre Can Paratici ha messo a bilancio una plusvalenza di 17 milioni. Una rivoluzione graduale, senza compromessi.

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