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Spalletti Juve, ieri incontro alla Continassa con Elkann: per la prima volta si è parlato concretamente di futuro! I retroscena

Spalletti Juve, l’incontro con Elkann sancisce l’unità di intenti per un progetto ambizioso che passa dalle garanzie sulla rosa
La vigilia del Derby d’Italia non è mai un giorno banale, ma quello vissuto ieri tra le mura della Continassa ha assunto un significato che trascende la pur decisiva sfida di San Siro. Mentre il gruppo squadra ultimava la preparazione per il big match di questa sera contro l’Inter, il quartier generale bianconero ha visto l’arrivo di John Elkann. Una visita che, stando a quanto riferito dalle colonne di Tuttosport, non ha avuto solo lo scopo di trasmettere vicinanza e carica ai giocatori prima di una battaglia sportiva così sentita. La presenza del numero uno di Exor ha celato un obiettivo più profondo, concretizzatosi in un colloquio diretto con Luciano Spalletti.
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È stato un momento di svolta, poiché per la prima volta i due hanno intavolato una discussione concreta riguardante il futuro. Il confronto ha messo in luce una totale convergenza di vedute: c’è disponibilità da entrambe le parti e sembra esserci una solida unione di intenti per continuare il percorso condiviso. Tuttavia, la stretta di mano è solo l’inizio. Per trasformare le intenzioni in vittorie, il progetto tecnico dovrà necessariamente irrobustirsi. La base di partenza richiesta è una pianificazione scrupolosa, libera da incertezze e fondata su prospettive chiare e definite.
Al centro del dialogo sono finite le garanzie tecniche legate alla rosa. Spalletti vuole certezze sulla competitività del gruppo che avrà a disposizione, e questo passa inevitabilmente dalla risoluzione di alcune questioni spinose che rischiano di frenare la crescita. I rinnovi contrattuali, attualmente in fase di stallo, di elementi cardine come Weston McKennie e Dusan Vlahovic rappresentano la priorità assoluta. Definire il destino dei big è la conditio sine qua non per dare solidità a quel patto per il futuro siglato ieri, mentre la testa era già rivolta alla notte di San Siro.