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Spezia Juve: Chiesa è elettrico, trasforma una squadra spenta – ANALISI

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Chiesa ha trascinato una Juventus che sembrava sull’0rlo del baratro. La sua intensità ha cambiato il match

La Juve centra la prima vittoria in campionato al termine di una gara complicatissima, che ha visto i bianconeri rimontati e poi costretti a difendere il misero gol di vantaggio con le unghie e con i denti. Si sono visti netti passi indietro rispetto alle prestazioni contro Milan e Malmoe: seppur solo a tratti, nelle ultime due uscite avevamo ammirato un giro palla rapido e una buona fluidità offensiva. Niente di tutto questo è avvenutocontro lo Spezia. La circolazione era tremendamente rapida e piatta, con enormi difficoltà a trovare l’uomo libero.

Gli unici lampi provenivano dai lanci di Bonucci, come in occasione del gol di Kean. Con la squadra ferma, Dybala era costretto ad arretrare molto per toccare palloni pericolosi, così come Chiesa pestava la linea di fondo in zone piuttosto basse del campo: gli si chiedevano giocate dall’elevato coefficiente di difficoltà. Inoltre, la presenza di De Sciglio a sinistra rendeva quella fascia monca.

Alla fine, più di inerzia che non di qualità, la Juventus ha rimontato il 2-1 di inizio ripresa in un secondo tempo dove i bianconeri hanno comunque tirato molto. Ancora una volta, come già avvenuto una miriade di volte l’anno scorso, l’elettricità di Federico Chiesa ha letteralmente svoltato una Juve a tratti apatica e povera di idee. Come abbiamo detto, nel primo tempo l’ex Fiorentina non era innescato nel migliore dei modi: da esterno destro del 3-5-2 con cui gli ospiti si disegnavano in fase di possesso, era servito da fermo e molto lontano dall’area di rigore.

Nella ripresa, ha svariato molto di più. Dopo l’ingresso di Bernardeschi, Chiesa ha ulteriormente agito più dentro al campo, ma in generale per tutto il secondo tempo lo vedevamo più stretto. Lo Spezia ha faticato a leggere i suoi continui smarcamenti in orizzontale, soprattutto quando ondeggiava sul centro-sinistra. Dava tante ricezioni a una Juve spesso ferma.

Oltre alle sue giocate e ai suoi tiri (il modo in cui dal nulla si crea il 2-2 la dice lunga sulla sua abnegazione), è stata determinante la sua intensità nel pressing. Andava con cattiveria ad aggredire l’avversario, esortando i compagni a seguirlo. In questo modo la Juventus ha recuperato tanti palloni in avanti, come anche nella stessa azione del 2-2. Dopo aver perso palla tra le linee, Chiesa va ad inseguire Verde nei pressi della bandierina: l’ex Fiorentina recupera il possesso e avvia la transizione corta che lui stesso poi finalizzerà. Il numero 22 ha vinto ben 4 tackle, un dato che la dice lunga sulla sua generosità senza palla.

Insomma, ancora una volta Chiesa generava situazioni pericolose dal nulla. Dei 20 passaggi chiave effettuati dalla Juventus, ben 8 sono arrivati da lui (che si è reso protagonista anche di ben 4 dribbling riusciti). La Juventus, reduce da una gara nel complesso brutta, deve migliorare in tante cose, ma perlomeno – dopo le critiche di Allegri degli ultimi giorni – si è rivisto un Chiesa leader, che ha trascinato una squadra sull’orlo del baratro.