Sticchi Damiani: «Juve? Gara proibitiva ma dobbiamo cercare di far punti»

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Le dichiarazioni di Saverio Sticchi Damiani, presidente del Lecce, in vista della gara di questa sera con la Juventus

Il presidente del Lecce Saverio Sticchi Damiani ha parlato a Radio Bianconera, nel corso di Stile Juventus, dicendo la sua sulla gara di stasera con la Juve e non solo.

LA GARA – «Noi abbiamo questo finale di campionato in cui dobbiamo cercare di ricavare il massimo da qualunque partita, anche quella di oggi che sulla carta è assolutamente proibitiva, ma se ci sono i presupposti dobbiamo fare punti per la salvezza».

IL LECCE – «Noi abbiamo interrotto il nostro percorso per via del Covid in un momento in cui la squadra stava molto bene, il percorso nel girone di ritorno era stato positivo. Purtroppo il lockdown è coinciso con alcuni infortuni, col Milan è scesa in campo una squadra rimaneggiata e anche chi ha giocato non era al meglio. Io sono soddisfatto, per una società che fa il salto dalla C alla A non è facile, si rischia di fare brutte figure in Serie A, invece la squadra non ne ha fatte, ha giocato anche un bel calcio, risultati prestigiosi ed è in piena corsa per la salvezza. Stiamo facendo qualcosa di straordinario per il primo anno di A».

PROBLEMI – «Pesano molto perché anche la gestione finanziaria del club improvvisamente è cambiata. Il botteghino pesa tanto, noi poi abbiamo una media di 30mila spettatori allo stadio, anche le tv non hanno ancora saldato l’ultima rata. È una situazione che rischia di dare un colpo mortale alle società. Non sono preoccupato perché non abbiamo mai gestito questo club andando oltre le nostre possibilità, non abbiamo nessuna forma di indebitamento. Sicuramente servono grandi sacrifici per affrontare questa emergenza, ma abbiamo anche la serenità di non avere passivi».

RAPPORTI CON AGNELLI – «Sono eccellenti, sebbene parliamo di due club completamente differenti per storia, tradizione e organizzazione. I toni sono sempre pacati e legati al ragionare in un’ottica di sistema. Agnelli lo sta facendo a nome dei club italiani in Europa, ho sempre cercato di ragionare nell’ottica del sistema calcio, non ho mai pensato esclusivamente a me stesso».

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