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Superlega, il Real Madrid ha richiesto un risarcimento monstre da 4,5 miliardi alla Uefa

Superlega, il Real Madrid ha richiesto un risarcimento monstre da 4,5 miliardi alla Uefa. Contestato il lucro cessante
Nonostante il recente addio del Barcellona, il progetto Superlega non si ferma. Il Real Madrid e A22 hanno deciso di proseguire con fermezza la battaglia legale contro la UEFA, confermando una maxi-richiesta di risarcimento che ammonta a 4,5 miliardi di euro.
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I dettagli della richiesta
Secondo quanto riportato dal quotidiano spagnolo AS, l’enorme somma richiesta non copre soltanto i danni diretti subiti dal 2021 ad oggi, ma include anche il cosiddetto lucro cessante. Si tratta dei mancati guadagni derivanti dall’impossibilità di lanciare la competizione, un progetto che nella sua fase embrionale aveva visto tra i protagonisti anche la Juventus. Sebbene i giudici abbiano invitato le parti a trovare una soluzione transattiva prima di procedere alla quantificazione formale del danno, al momento non si registrano passi avanti verso un accordo tra le parti.
L’esclusione del Barcellona
Un dettaglio fondamentale riguarda la posizione dell’FC Barcellona. Avendo ufficializzato il proprio ritiro dal progetto proprio lo scorso sabato, il club catalano si è auto-escluso da qualsiasi eventuale beneficio economico derivante da una futura sentenza favorevole o da un accordo extragiudiziale. Il club di Florentino Pérez rimane dunque l’unico destinatario, insieme alla società promotrice A22, delle somme contese.
La sfida a Ceferin
Oltre alla battaglia monetaria, Real Madrid e A22 hanno inviato una dura lettera ad Aleksander Ceferin. Nella missiva, si intima alla UEFA di conformarsi alle sentenze della Corte di Giustizia dell’Unione Europea e dell’Audiencia Provincial di Madrid, che hanno sancito l’illegalità del monopolio esercitato da Nyon. «Nonostante le sentenze definitive… la UEFA mantiene in vigore normative che contravvengono direttamente a tali decisioni», si legge nel documento. Poiché il termine per una risposta ufficiale da parte della UEFA è scaduto senza riscontri, lo scontro è destinato a risolversi esclusivamente nelle aule di tribunale, ponendo fine a otto mesi di infruttuosi dialoghi diplomatici tra i vertici di A22 e i rappresentanti del calcio europeo.