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Tacchinardi: «Juve, così non basta. Se perdevi con l’Inter eri morta»

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Tacchinardi: «Juve, così non basta. Se perdevi con l’Inter eri morta». Le dichiarazioni dell’ex centrocampista bianconero

Alessio Tacchinardi, ex centrocampista della Juventus, è stato intervistato da La Gazzetta dello Sport.

JUVENTUS – «Le fondamenta sono state ricostruite, le colonne portanti sono su due gladiatori come Bonucci e Chiellini. Il cuore batte, lo spirito ti permette di non mollare: se perdeva a San Siro era di nuovo “morta”. Però così non basta».

ALLEGRI – «E pure lui vorrebbe di più, non è che gli piaccia giocare male e vincere 1-0. Il suo è un processo da dottore: guarita la febbre, usciti dall’influenza, consiglia di mettere il cappotto e non la maglietta anche se c’è il sole, perché non puoi rischiare ricadute. Non è ancora la sua Juve: voleva Pjanic, e quindi più palleggio. Ora ha una squadra operaia, ma sta iniziando a mettere dentro qualità: Arthur finora non c’era».

CHIESA – «Non penso che sia difficile da collocare. Ha rallentato per due gare dopo aver tirato a lungo la carretta: Allegri lo ha visto e l’ha voluto risparmiare per gli ultimi 30’ per spaccare la partita. Solo strategia, seppur rischiosa: lo conferma il modo convinto in cui Fede è entrato».

RIMONTA – «Ogni volta che sento parlare Allegri di numeri e di tabelle io mi fido. Non so se era un genio in matematica, ma sembra che abbia un microchip nella testa. Se lui dice“vedremo a febbraio”, sarà così. Tornerà sicuramente in alto, poi bisognerà vedere se riuscirà a restarci, perché la crescita di alcuni giocatori mi sembra più faticosa del previsto».