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Tether contro le reti criminali: la mossa decisa dal secondo socio di maggioranza della Juve: i dettagli

Tether contro le reti criminali. La mossa a sorpresa dell’azienda per combattere uno dei mali presenti nella nostra società
Il ruolo delle tecnologie digitali nel contrasto alla criminalità globale sta vivendo una fase di profonda trasformazione, con Tether che si posiziona in prima fila in questa battaglia di civiltà. La nota società, leader mondiale nel settore delle stablecoin e rilevante azionista della Juventus, ha recentemente accolto con favore un nuovo studio dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE).
Il rapporto, intitolato «Following the Money 2.0 – A Collaborative Approach to Human Trafficking Investigations Involving Virtual Assets», analizza come gli asset digitali possano essere sfruttati dalle reti criminali, ma sottolinea soprattutto come la tecnologia Blockchain possa diventare un’arma letale contro la tratta di esseri umani. Secondo la visione di Tether, la trasparenza intrinseca di questi registri digitali, se affiancata da una solida cooperazione pubblico-privata, permette di individuare e interrompere i flussi finanziari illeciti con un’efficacia senza precedenti.
Il riconoscimento dell’OSCE verso Tether non è solo formale: il team di compliance dell’azienda ha partecipato attivamente alla redazione del documento, fornendo analisi dei dati e competenze tecniche fondamentali per rafforzare le indagini finanziarie. Tether ha dimostrato che la velocità delle transazioni digitali non deve essere un vantaggio per i criminali, ma può diventare una traccia indelebile per le autorità.
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I numeri presentati nel rapporto sono impressionanti e confermano l’impegno di Tether nel supporto alle forze dell’ordine internazionali. Ad oggi, l’azienda ha assistito le autorità nel congelamento di «circa 225 milioni di dollari di fondi illeciti collegati a grandi reti criminali abilitate dal cybercrime». Complessivamente, Tether ha bloccato asset per un valore di circa 4,2 miliardi di dollari, collaborando con oltre 340 agenzie di law enforcement in 65 paesi diversi.
Il CEO di Tether, Paolo Ardoino, ha ribadito come la tecnologia sia un’arma a doppio taglio che l’azienda ha deciso di impugnare dalla parte della legge. L’obiettivo dichiarato da Tether è quello di stabilire uno standard globale per la compliance nel mondo delle criptovalute.
«Gli attori malintenzionati cercheranno sempre di sfruttare le tecnologie emergenti, ma la stessa tecnologia può anche essere utilizzata per fermarli. Le conclusioni dell’OSCE rafforzano ciò che osserviamo ogni giorno. La trasparenza della blockchain, combinata con la capacità di agire in coordinamento con le forze dell’ordine, può migliorare significativamente la velocità e l’efficacia delle indagini» ha dichiarato Ardoino. Il vertice di Tether ha poi concluso sottolineando un concetto chiave: «Tether è orgogliosa di essere un leader del settore in questi sforzi e di stabilire uno standard per la compliance e la cooperazione con le autorità. La collaborazione tra settore pubblico e privato è essenziale per colmare le lacune che i criminali cercano di sfruttare».