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Ulivieri: «Grandi passi in avanti degli arbitri. Var a chiamata? C’è un problema»

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Ulivieri: «Grandi passi in avanti degli arbitri. Var a chiamata? C’è un problema». Le parole del presidente dell’Assoallenatori

Renzo Ulivieri, presidente dell’Assoallenatori, ai microfoni di Radio Anch’Io lo Sport ha parlato del campionato di Serie A che sta per terminare. 

ARBITRI E ALLENATORI – «Io ho il record mondiale, mi sono anche impegnato perché avevo come modello Liedholm, ma dopo cinque minuti di partita tornavo io… Le tensioni sono tantissime e c’è da migliorare. E una carica agonistica come quest’anno era raro si vedesse. C’è da considerare anche gli arbitraggi: i direttori di gara quest’anno hanno fatto un grande passo in avanti. Fino alla passata stagione era un fischiare continuo, quest’anno si fa correre il più possibile per favorire lo spettacolo e qualche contestazione in più c’è per forza di cose. Però bisogna dire bravi agli arbitri e a chi li dirige perché questa è la strada giusta, noi dobbiamo stare più calmi e capire le difficoltà degli arbitri». 

VAR A CHIAMATA – «Questo vorrebbe dire abbassare i ritmi, non credo sia una buona idea. Non lo farei, sono sicuro che per l’esperienza accumulata non ce ne sarà bisogno. Il Var ha manifestato qualche limite ma in misura ridottissima». 

SCUDETTO – «Il Milan è favorito, visto che decide sulla sua sorte. Fortunatamente il calendario ha favorito questo andamento finale del campionato, bellissimo da vedereÈ un campionato appassionante, sia in testa che in coda, con momenti di calcio molto bello, che sta cambiando non solo in Italia ma in modo planetari». 

SPALLETTI – «Spalletti è sempre deciso sulle sue scelte, ha un’idea chiara del suo Napoli. Se pensiamo alle due sconfitte con l’Empoli e quella con lo Spezia, viene da pensare che questa squadra abbia buttato via lo scudetto. Erano partite alla sua portata, alla base c’era un discorso tecnico, mentale. Luciano conosce queste cose e ha perso in momenti particolari. Il Napoli è una squadra che poteva vincere il titolo».