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Wanda Nara con Spalletti dopo le frizioni per Icardi: «Che piacere rivederti mister» – FOTO

Wanda Nara con Spalletti dopo le frizioni per Icardi: «Che piacere rivederti mister». I due si sono incontrati a Milano
Luciano Spalletti ha concesso due giorni di riposo alla sua Juventus e si trova in questo momento a Milano. E lì che ha incontrato Wanda Nara, ex moglie ed ex agente di Mauro Icardi, allenato dal tecnico ai tempi dell’Inter. La show girl argentina ha postato un selfie su Instagram insieme al tecnico bianconero: «Che piacere rivederti mister», ha scritto.
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Rapporti quindi distesi dopo che, in passato, i due erano stati parti contrapposte. Come aveva raccontano Luciano nella sua autobiografia: «Mi resi conto che la debolezza del nostro capitano (Icardi ndr) si chiamava Wanda e rischiava di portare a fondo tutto il gruppo. E questo non potevo tollerarlo. Mauro in quel momento stava attraversando un momento calcisticamente difficile, le cose non giravano come avrebbe voluto. Non riusciva a segnare come faceva di solito. Lei disse che, se si voleva che Icardi facesse più gol, bisognava acquistare giocatori che lo aiutassero a farli. Avere giocatori migliori, insomma, il concetto era questo. Insopportabile. Una bomba. Era una di quelle dichiarazioni che non si potevano liquidare con un WhatsApp, una storia su Instagram o un like; per rimettere le cose a posto occorreva parlare guardandosi negli occhi, alla vecchia maniera»
«C’era un solo modo per evitare una guerra nello spogliatoio: le scuse di Mauro Icardi. Non arrivarono mai. Il giorno dopo chiesi al capitano, davanti a tutti i compagni, di spiegare le parole di Wanda Nara. Di giustificarle in qualche modo. Mi sembrava il minimo, come forma di rispetto per gli altri. Mauro rispose che a parlare non era stata la moglie Wanda, ma il suo procuratore Nara, e che l’aveva fatto esclusivamente a questo titolo. Era impossibile gestire la situazione. Non c’era verso. Dovetti dirgli due cose, togliergli la fascia di capitano e darla ad Handanovic. Il consenso della società c’era, ma era silente. Lui la prese male, molto male. Di fatto, per non perdere la squadra, persi Icardi, l’uomo e il calciatore»
